19 marzo 2020

Arriva il via libera dall'Aifa, partita la sperimentazione al Pascale di Napoli, la cura sarà utilizzata in tutta Italia 

È partita giovedì mattina al Pascale di Napoli la sperimentazione clinica del Tocilizumab, il farmaco finora usato nell’artrite reumatoide e che ha dato miglioramenti nel trattamento della polmonite che complica l’infezione da Covid 19. Si lavorerà secondo il protocollo approvato in tempi record da AIFA e dal Comitato Etico in una sinergia tra ricercatori e istituzioni di tutta Italia, passando per l’Università di Modena e lo Spallanzani, forse, mai vista prima d’ora.

 Il gruppo, coordinato dall’equipe di Franco Perrone, oncologo del Pascale come l’altro oncologo, Paolo Ascierto, il primo in Italia ad avere avuto l’intuizione di trattare il farmaco off label, si muoverà su una piattaforma informatica dove vengono raccolti i dati di tutti i pazienti degli ospedali italiani che verranno trattati con il farmaco. Sempre tramite la piattaforma partiranno due volte al giorno gli ordini per il farmaco, che la casa farmaceutica Roche che lo produce, spedirà direttamente alle farmacie dei centri. Ci vorranno mediamente 24 ore per il trasporto.  

Saranno trattati 330 pazienti ricoverati per polmonite da Covid-19 intubati entro le ultime 24 ore, il primo gruppo a cui verrà fornito il farmaco. Il secondo gruppo (raccolta dati o studio osservazionale) è stato concepito con l'obiettivo di migliorare le modalità di gestione dell'emergenza in corso e includerà i pazienti già intubati da oltre 24 ore e i pazienti che siano già stati trattati prima della registrazione sia intubati che non intubati.

La soddisfazione del Pascale

"La cosa bellissima – dice Francesco Perrone, direttore dell’Unità Sperimentazioni Cliniche del Pascale, in un’intervista alla Repubblica – è che in tempi record si è fatto un lavoro di altissima qualità metodologica. La Commissione Tecnico Scientifica di AIFA, compulsata dal direttore generale Nicola Magrini ancor prima che il decreto del Ministro le affidasse poteri specifici in materia di Covid, ha lavorato sodo sul protocollo; ha proposto che il gruppo di ricercatori napoletani collaborasse con il gruppo emiliano, guidato da Carlo Salvarani, con il quale ho stabilito un immediato eccellente rapporto personale. E poi il Comitato Etico dello Spallanzani che poche ore dopo essere stato indicato come quello che decide per tutta Italia era al lavoro e nella notte di ieri, dopo un intenso scambio di commenti e due importanti miglioramenti del protocollo stesso lo ha approvato".

Lo scontro tra i medici che ha indignato l’Italia, bagarre sui meriti

Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, contro il dottor Paolo Ascierto, oncologo e ricercatore dell’Istituto Pascale di Napoli. il dottor Galli ha attaccato il medico napoletano relativamente all’utilizzo del farmaco Tocilizumab che sta dando ottimi risultati nell’attacco alle complicanze respiratorie del Covid-19. Il medico milanese ha iniziato una polemica che, vista la situazione attuale, risulta fuori luogo e controproducente al mantenimento di un clima di serenità.

Infatti, l’acceso botta e risposta è avvenuto durante una seguitissima trasmissione tv e ad accendere la miccia è stato il medico milanese: “Non facciamoci sempre riconoscere – ha detto Galli – Queste sperimentazioni sono in atto da diverso tempo in Cina. Abbiamo fra i vari centri delle zone più colpite ormai qualche centinaio di pazienti trattati in questo modo. Non facciamo quelli che non danno a Cesare quello che è di Cesare e ai cinesi quello che è dei cinesi. Non è un anti-virale. E dobbiamo capire esattamente il momento in cui va utilizzato”. E poi ha aggiunto: “Non esageriamo a fare provincialismi di varia natura”. La replica di Paolo Ascierto: “Ci deve dare atto che il protocollo è un protocollo al quale ha lavorato all’Ospedale Tumori di Napoli”.

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