20 marzo 2020

Dai politici che hanno ridotto all’osso la sanità pubblica, ai cittadini che non rispettano le regole: l'Italia del virus

In questi giorni di emergenza, come hanno rivelato gli statisti del mondo della politica, è cresciuto il consenso verso la classe dirigenziale che guida l’Italia. Le parole del premier Giuseppe Conte, all’orecchio dei cittadini spaventati per la situazione, appaiono rassicuranti, mentre diventano sempre più rigidi i decreti emanati dal Governo per fare restare a casa gli italiani, inizia però a sorgere spontanea una domanda, finora i politici cosa hanno fatto per il Sistema Sanitario Nazionale? Poco.

A dirlo sono i numeri di un recente passato. Al Sud molti ospedali sono stati lasciati alla mercé dell’abbandono e sono gli stessi presidi in cui oggi si lotta per la vita. La regione Lombardia, secondo i dati del Ministero della Salute (consultabili sul web) l’anno 2017 mostrano questo: i ventilatori polmonari erano 1 ogni 4.130 abitanti in Lombardia; 1 ogni 2.500 in Emilia-Romagna; 1 ogni 2.250 abitanti in Toscana, e 1 ogni 2.550 abitanti in Veneto. Il rischio di collasso del sistema è già contenuto in questi numeri. 

Ora non c’è posto per la repressione militare in Italia, una minaccia che incombe da giorni, ma soprattutto quello che fa male e che a oggi, non si è ancora sentita una parola di autocritica dalla stessa classe dirigenziale che per anni ha indebolito il Sistema Sanitario Nazionale.

I decreti, però, vanno rispettati

Nonostante i continui richiami e l'incremento dei controlli, continua a crescere - seppure lievemente - il dato delle persone sanzionate. Nelle ultime 24 ore, a fronte di 187.455 controlli, sono state quasi 8.300 le persone a cui è stata contestato uno spostamento senza giustificazione. Nel dettaglio 8.089 i denunciati per inosservanza alle disposizioni, 204 quelli per aver affermato il falso.

Su 111.512 esercizi commerciali controllati, 154 quelli sanzionati e 33 quelli per i quali è stata disposta la sospensione dell'attività. In totale oltre un milione e mezzo i controlli in Italia.
disposti dal Viminale ed eseguiti in una settimana dalle forze dell'ordine: quasi 46mila (45.994) le denunce, 43.595 per aver violato il divieto di spostamento e 926 per false attestazioni. Quasi 1.500 (1.473), infine, i negozianti denunciati per violazioni delle norme anti-coronavirus.

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