18 marzo 2020

Campania. Ora è guerra, il governatore vuole l’esercito in strada e comuni blindanti

Si tratta dell’ultimo urlo del presidente Vincenzo De Luca, impegnato a varare ordinanze e blindare la Campania per contenere l’epidemia di coronavirus. Ma i suoi sforzi, i suoi e quelli delle forze dell’ordine, sindaci e prefetti, evidentemente non sono bastati. C’è troppa gente in strada, ci sono assembramenti e divieti infranti. C’è la folla di stolti che pensa di essere immune al Covid-19, ma soprattutto ci sono comuni in cui la vita sembrerebbe scorrere normalmente: dalle feste di paese alle rimpatriate, in barba al virus che continua a seminare morte nel mondo.

Sulla scorta di questa negligenza della comunità, De Luca “urla” ancora, e questa volta lo fa scrivendo direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro della Difesa, al Ministro dell'Interno, al Capo del Dipartimento della Protezione Civile e al Prefetto di Napoli.

Diventa quindi ancora più urgente - scrive De Luca – “La necessità di avere sul territorio unità delle Forze Armate a supporto delle Forze dell'Ordine, cui va il riconoscimento del grande sforzo organizzativo e di efficienza che sta assicurando su ampie aree del territorio per il rispetto delle misure sanitarie adottate. La necessità dell'invio di pattuglie delle Forze Armate, come sollecitato dagli stessi sindaci, diventa altresì indispensabile nei territori dove sono state adottate misure di restrizione più ampie, come i Comuni in quarantena. La Regione sta organizzando anche una presenza suppletiva di pattuglie della Protezione Civile nei Comuni interessati".

Dunque, se lo scenario degli ultimi giorni era già apparso allarmante, ora potrebbe addirittura ricordare quello di un territorio di guerra: camionette dell’esercito e agenti di polizia in ogni angolo delle città. La paura che aleggia nei cuori di chi vive l’epidemia e un tasso di mortalità che in Italia, a causa del coronavirus, continua ad aumontare.

Le misure straordinarie della Lombardia al vaglio del governatore della Campania, cittadini spiati dalle compagnie telefoniche e segnalati

La Lombardia sicuramente non se la passa bene. È considerata la regione focolaio del coronavirus, ma soprattutto sono verificati la maggior parte di decessi in Italia a causa del Covid-19. Ma nonostante ciò si continua ad uscire. Secondo la Regione Lombardia, il 40% dei cittadini continua a compiere spostamenti di almeno 300 metri, ogni giorno, dalle proprie abitazioni. Come lo fanno a sapere? Gli “007” della Regione, grazie a un accordo con le compagnie telefoniche, sono riusciti a ottenere, real time, gli spostamenti dei residenti, accertando continui spostamenti “ingiustificati”.

"Con l'aiuto delle compagnie telefoniche abbiamo verificato gli spostamenti dei lombardi, in questi giorni di emergenza. Una tecnologia sviluppata in collaborazione con le compagnie telefoniche di rete mobile che monitora gli spostamenti oltre i 300-550 metri fino ad arrivare a un chilometro, ovvero quando il segnale passa da una cella all'altra. Risulta che dal 20 febbraio a oggi il calo dei movimenti è stato del 60 per cento. Il 40 per cento continua a uscire: il consiglio è e resta di rimanere a casa", ha detto il vice presidente del consiglio regionale, Fabio Filzi. Grazie a questa tecnologia e ai controlli serrati, martedì sono state 5.123 le persone controllate e 292 quelle denunciate, all'interno della città metropolitana di Milano.

 

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