17 marzo 2020

Bergamo. “Si muore come le mosche”, i medici aiutano i malati a salutare i figli per l’ultima volta

A Bergamo le bare che sfilano dentro e fuori le chiese, in attesa dell’estrema unzione e della cremazione, non si riescono più a contare. Sono tutte bare solitarie, accompagnate solo da chi si è occupato di trasportarle dagli ospedali alla chiesa del cimitero, di fretta però, perché lo spazio è finito e la gestione si complica.

Uno scenario apocalittico. “Qui si muore come mosche”, hanno detto gli operatori sanitari. Ed effettivamente a Bergamo la situazione è drammatica: in quattro giorni i positivi sono più che raddoppiati, i morti sono quasi triplicati.

Ad oggi, 3.760 persone affette da Covid-19 e 405 vittime.

Ben 405 persone. La maggior parte aveva sugli 80 anni. “Sono gli anziani i più colpiti, quasi tutti con patologie pregresse”, ci si continua a ripetere come un mantra, nonostante sia ormai chiaro che il nuovo coronavirus non risparmi nessuno, neppure i più giovani e che, in ogni caso, non si tratta “solo” di anziani: le vittime sono 405 persone che avevano famiglie, mogli, figli, nipoti, fratelli, sorelle.

Si potrebbe ipotizzare che a Bergamo siano davvero in pochi quei fortunati che non stanno piangendo un parente in questo momento. Se poi si pensa alla questione del divieto degli assembramenti che si traduce in “nessun rito funebre”, la disperazione di chi è rimasto in vita ma si trova obbligatoriamente in quarantena è ancora più palpabile.

È questo il caso della famiglia di Andrea Angeloni, l’ennesima vittima di Covid-19, spirata domenica mattina in un letto del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Manzoni di Lecco, dove era stato trasportato per mancanza di posti letto al Papa Giovanni.

Andrea aveva quasi 90 anni e, oltre a qualche piccolo acciacco dovuto all’età, se la cavava benissimo. Conosciuto a Bergamo come Adri, aveva fatto il panettiere per vent’anni e viveva la pensione circondato dall’affetto dei suoi figli e dei sui nipoti.

A raccontare la sua storia è Bergamo News.

Nei giorni scorsi sono arrivati i sintomi: febbre alta, difficoltà respiratorie, polmonite. La situazione si è aggravata e la figlia, Anna, non ha potuto far altro che rivolgersi ai medici del 118. Sono arrivati gli operatori dell’ambulanza nelle loro tute bianche con le mascherine che coprono il volto e – diciamoci la verità - almeno un po’ fanno paura perché risultano estranei, con quei visi deformati dagli occhialini troppo stretti attraverso cui è difficile distinguere gli occhi.

Poi Adri è salito sul mezzo di soccorso. Quella è stata l’ultima volta in cui i suoi cari hanno potuto abbracciarlo. Così come tutte le vittime di queste ultime settimane, l’isolamento della Terapia intensiva impedisce loro di avere contatti, di morire accarezzati dalle mani di una persona cara, circondati d’affetto.

Ed è per questo motivo che i medici – sono anche loro umani, persone fatte di carne e ossa e sangue e spirito, per fortuna – hanno deciso di usare la tecnologia e rendere gli ultimi istanti di vita dei loro pazienti meno solitari e dolorosi.

Adri ha potuto salutare per l’ultima volta i suoi due figli, Anna e Carlo, seppur attraverso lo schermo luminoso di un cellulare, in videochiamata. Poi la dottoressa che seguiva il suo caso ha compiuto un gesto in più, ha inviato un messaggio su Whatsapp ad Anna: “Adri… come lo chiamavate voi… si è addormentato tranquillo. Sono certa che non ha sofferto. L’abbiamo accarezzato noi per voi, come se fosse nostro nonno”.

A chi dice che quelli che muoiono sono solo dei vecchi, rispondo che sono nostri cari e auguro a loro di non dover fare i conti con ciò che stiamo provando noi. Così come non lo auguro ai nostri governanti, che non hanno chiuso tutto per tempo”, ha scritto una delle nipoti di Adri sui social.

Noi da quando abbiamo scoperto la positività del nonno ci siamo messi tutti in quarantena volontaria. La sua badante invece è ricoverata al Sacco di Milano in terapia intensiva. Speriamo – conclude la ragazza – che la gente capisca la realtà delle cose e la loro gravità”.

 

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