17 marzo 2020

Arriva il coronavirus: negli Stati Uniti si va in cerca di pistole e munizioni

La psicosi da coronavirus, come sappiamo ormai molto bene in Italia, può condurre tante persone ad assaltare in massa i negozi. A volte, però, non sono solo gli alimentari e le farmacie ad attirare folle di clienti, ma anche, sorprendentemente, i negozi di armi. Succede negli Stati Uniti, in particolare sulla costa occidentale, dove la vendita di pistole, fucili, munizioni e giubbotti antiproiettile sta registrando un netto rialzo dopo l'esplosione dell'emergenza coronavirus.

"I politici e le persone armate - ha detto un cittadino in fila per acquistare armi a Los Angeles, come riporta il Guardian - ci hanno detto per molto tempo che non abbiamo bisogno di pistole. Ma in questo momento, molte persone hanno davvero paura e possono prendere questa decisione da soli".

Secondo quanto reso noto dal rivenditore online di munizioni Ammo.com, dal 23 febbraio al 4 marzo è stato registrato un aumento del 68% delle vendite rispetto agli 11 giorni precedenti. 

Un reportage pubblicato su The Trace rivela inoltre che tra i protagonisti di questa inaspettata corsa all'acquisto di armi ci sarebbero soprattutto i cittadini di origine orientale, timorosi di diventare oggetto di discriminazione e xenofobia a causa del diffondersi del virus di origine cinese. Questi cittadini, sentendosi minacciati, avvertono perciò il bisogno di difendersi con le proprie forze.

Molti sembrano temere anche incursioni nelle proprie case, assalti, furti e in generale un aumento della criminalità dovuto al clima di instabilità sociale e politica che potrebbe generarsi con il diffondersi della pandemia. Difficile non pensare allora a immagini situazioni a cui il cinema ci ha da tempo abituati, con scenari da apocalisse zombie che vedono le strade di New York e Chicago trasformarsi in confusi campi di battaglia dove solo pochi eroi sono destinati a sopravvivere.

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