14 marzo 2020

Virus, l’Inghilterra non chiude: potrebbero esserci 10.000 contagi, niente emergenze

Il Regno Unito si è smarcato dall’Europa e dal resto del mondo. La pandemia da coronavirus non  spaventa la classe dirigenziale del Paese, che proprio nelle scorse ore, ha annunciato che l’Inghilterra non adotterà nessuna misura straordinaria-drastica per contrastare l’epidemia. “Molte famiglie perderanno i loro cari”, la frase pronunciata dal primo Ministro inglese Boris Johnson, capace di indignare il mondo intero. “Non faremo nulla”. Perché questa è la linea scelta dal governo britannico per affrontare l’ora più buia.

Londra letteralmente se ne lava le mani. Il consiglio fondamentale contro il coronavirus – diffuso dai media inglesi - resta infatti quello di usare acqua e sapone; chi ha sintomi è invitato a starsene a casa per una settimana, ma per il resto è business as usual. Niente chiusure, niente emergenze: la vita a Londra continua a scorrere normale e nessuno va in giro con la mascherina.

Il premier inglese ha seguito la linea dettata dall’epidemiologo e consigliere medico del governo Chris Whitty; e da sir Patrick Vallance, consigliere scientifico. I due appaiono in pubblico alla destra e alla sinistra del premier in conferenza stampa, come due angeli custodi. I due snocciolano cifre e mostrano grafici per spiegare quale è il piano. Ovvero: i casi ufficialmente registrati sono a quota 596 e i morti sono 10 (anche se non si sa con che criteri vengano contati i decessi), ma i contagiati potrebbero già essere tra i 5mila e i 10mila.

Dunque, è questa la linea assunta dal governo inglese per contrastare il coronavirus. Boris Jhonson ha deciso di “isolarsi” dal resto del mondo e salvaguardare l’economia britannica, non adottando misure drastiche di contenimento come in altri paesi Ue, tra cui ovviamente l’Italia, che ha optato per il “lockdown”. Tuttavia, proprio nella giornata di oggi, si sono comunque verificate conseguenze da paura per il Covid-19: la Premier League, uno dei campionati di calcio più belli e ricchi della storia, ha deciso di sospendere le partite fino a inizio aprile.

Molti lavoratori immigrati, invece, stanno lasciando l’Inghilterra per tornare in Italia e in altri paesi, nonostante lo stop al traffico aereo. Perché, in realtà, in Inghilterra tutti sanno che prima o poi si scatnerà il caos: quando la sanità inglese sarà al collasso, probabilmente, anche Boris Jhonson adotterà linee dure per il contenimento del virus. O almeno è questo il pensiero di numerosi studiosi del mondo scientifico che hanno analizzato la strategia utilizzata dal Regno Unito.

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