12 marzo 2020

La testimonianza dal letto di ospedale dell’ex tronista, attaccato giorno e notte al respiratore

La storia che stiamo raccontando arriva dall’ospedale Luigi Sacco di Milano. Il giovane che lanciato un disperato appello – dopo che neanche l’ultimo decreto ministeriale sembrerebbe essere riuscito a contenere le uscite “inutili” degli italiani – non ha il coronavirus, ma una grave forma di polmonite. È ricoverato da giorni in terapia intensiva, vive grazie all’ossigeno che gli fornisce un macchinario, ma ora il rischio che a causa del coronavirus, i posti in ospedale diminuiscano e i casi come il suo passino in secondo piano è altissimo. Oltretutto, proprio a causa del sovraffollamento delle ultime settimane, le prestazioni sono già ridotte e le autorità consigliano di non recarsi ai pronto soccorso se non strettamente necessario.

Chi scrive questo appello di pugno, con le lacrime agli occhi e un barlume di speranza, è Leonardo Greco. Ex tronista di Uomini e Donne, 37 anni, affetto da una grave polmonite interstiziale. Oggi lotta tra la vita e la morte e ha bisogno di ossigeno.

Ho sempre amato lo sport, sono sempre stato iperattivo e salutista…vi parlo dal letto dell’ospedale Sacco (che si trova a Milano, ndr): mentre scrivo ho le lacrime agli occhi, ho bisogno dell’ossigeno per non avere problemi a respirare, ho continuamente febbre perché ho una polmonite interstiziale – ha scritto l’ex tronista -. Mi hanno già fatto 2 tamponi per il Covid 19 ed entrambi risultano negativi. Me ne hanno fatto un terzo questa mattina perché quello che ho è esattamente la sintomatologia di questo Virus. Vi scrivo per farvi capire che non è un gioco non è uno scherzo non si ammalano solo “gli anziani”. Pensate a voi, pensate a vostri cari… l’unico modo per aiutarci è stare a casa! Spero che la mia testimonianza possa essere utile”.

Questa volta l’appello disperato arriva direttamente da qualcuno che sta lottando contro la malattia con tutte le sue forze. Da un giovane che ha bisogno di ossigeno costantemente è che tema il sovraffollamento degli ospedali. Ancora una volta dunque, l’invito è quello restare a casa, almeno finché non si verifichi una sterzata dei contagi in Italia.

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