10 marzo 2020

Coronavirus, in pochi hanno afferrato il messaggio: l’Italia chiude e in migliaia si riversano in strada

Evidentemente il messaggio di ieri è stato interpretato male, perché poche decine di minuti dopo che il premier Giuseppe Conte ha dichiarato l’Italia “zona protetta”, in migliaia si sono riversati in strada e hanno preso d’assalto i supermercati. In Campania, ma non solo, lo scenario era paragonabile a quello di un film: lunghe file all’esterno dei supermercati per gli approvvigionamenti, panico generale e nessun senso civico: dal Governo sono state dettate le linee guide per superare l’epidemia che sta mettendo in ginocchio l’Italia e una delle priorità per vincere contro il coronavirus, secondo il premier Conte, sarebbe quella di restare in casa.

Tuttavia, in pochi finora sembrerebbero aver recepito il messaggio: In tutta Italia ieri sera lunghe file all’esterno dei supermercati e assembramenti. A Napoli, così come a Roma, Torino e Foggia – per fare alcuni esempi – i cittadini hanno fatto una corsa per le provvigioni, anche se il Governo aveva ribadito a chiare lettere che i supermercati resteranno aperti e che le provviste non mancheranno nei prossimi giorni.   

Inoltre, sembrerebbe esserci molta confusione sul nuovo decreto che ha trasformato l’Italia intera in zona rossa. Ecco alcuni dei punti da rispettare e da tenere a mente per seguire le nuove direttive del Governo.

LAVORO E APPROVVIGIONAMENTI - I cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per "comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute". Non si ferma la circolazione delle merci né il trasporto pubblico. Chi si sposta sul territorio può autocertificare le ragioni per cui lo fa ma per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all'arresto.

STOP ASSEMBRAMENTI - La novità annunciata da Conte, non prevista fino a ieri neanche nelle zone "arancioni": basta feste e raduni, sono vietati ovunque assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

FEBBRE E QUARANTENA - Chi abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5 gradi centigradi, è "fortemente raccomandato" di restare a casa e contattare il proprio medico. Il divieto di muoversi è "assoluto" per chi sia stato messo in quarantena o sia positivo al virus.

FERMO IL CAMPIONATO, NON LE COPPE - Si fermano tutti gli sport incluso il campionato di calcio, ma possono tenersi a porte chiuse competizioni internazionali. Gli atleti professionisti e olimpici possono allenarsi.

PALESTRE NO, PARCHI SI - Sono chiuse le palestre, ma si può fare sport all'aria aperta rispettando la distanza di un metro. Chiuse piscine, centri benessere, centri termali, centri culturali e ricreativi.

CHIUSI GLI IMPIANTI DA SCI - Piste chiuse in tutta Italia.

FERIE E CONGEDI - Si "raccomanda" ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione di ferie e congedi. Sono invece sospesi i congedi dei medici.

STOP SVAGHI - Sospese tutte le manifestazioni e gli eventi: fermi i cinema, teatri, pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche. Chiusi musei e siti archeologici.

BAR E NEGOZI - Bar e ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18 con obbligo di garantire la distanza di almeno un metro, pena la sospensione dell'attività. La regola della distanza vale per tutti i negozi che possono stare aperti ma se sono all'interno dei centri commerciali chiudono nei weekend. Nessun fermo per alimentari, farmacie e parafarmacie.

FERME SCUOLE ED ESAMI PATENTE - Scuole e università restano chiuse fino al 3 aprile. Stop a tutti i concorsi, tranne quelli per titoli o per via telematica, si fermano anche gli esami per la patente. Unica eccezione i concorsi per i medici.

LE CHIESE - I luoghi di culto possono aprire solo se in grado di garantire la distanza di almeno un metro: sospese le cerimonie civili e religiose, inclusi i funerali.

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