21 marzo 2020

Medicina, la grande fuga di cervelli: sempre più giovani lasciano l’Italia per studiare all’estero, ecco le mete

Ogni anno l’Italia perde studenti, perde professionisti del mondo del lavoro. Chi si appresta ad avvicinarsi al mondo del lavoro, dopo aver concluso il percorso di studi – sempre in più casi già all’estero - spesso e volentieri decide di abbandonare l’Italia per un paese Ue con salari più adeguati alle professioni e maggiori certezze lavorative.

Tuttavia, nel campo della medicina, in realtà, lo scenario è diverso: gli aspiranti medici, o almeno un grande porzione, decide di intraprendere il percorso di studi direttamente all’estero.

I motivi di questa scelta perlopiù sono legati al sistema accademico che offrono diversi paesi europei, dove a invogliare i giovani studenti c’è l’assenza – il più delle volte – dell’esame di ammissione ai corsi universitari delle varie branche della medicina. Quindi, secondo il parere dei docenti universitari italiani, accede così: molti studenti, dopo aver fallito il test di ingresso in Italia, avviano un percorso di studi all’estero dove i corsi sono “più pratici”.

Le mete dove studiare in Europa, studiare all’estero

Da un'analisi di Medicor Tutor, società che assiste molti aspiranti medici nella loro scelta di studiare fuori dall’Italia, emergono alcune delle mete più gettonate e scelte da giovani studenti che sognano di indossare un camice bianco: Spagna, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Albania su tutte. Ma anche la Francia, che con il suo sistema universitario garantisce tasse più basse.

Sempre secondo il dossier relativo alla “fuga di cervelli”, emergono una serie di fattori interessanti e che motiverebbero le scelte di lasciare l’Italia, come ormai accade sempre più spesso. Infatti, c’è chi “espatria” fin dalla scuola superiore, con una mobilità che dal 2009 al 2016 è aumentata del 111% (da 3.400 a 7.400); c'è chi sceglie la strada dell'estero all’Università (tra tutti i laureati italiani del 2017, l’8,8% ha trascorso un periodo all’estero); tra il 2005 e il 2015, ben 10.000 dottori hanno lasciato l'Italia: si teme che nel 2025 mancheranno oltre 16.500 specialisti. A inizio 2018, infatti un'analisi condotta dall'Agenzia rivelava che 57.000 studenti italiani avevano iniziato un percorso di studi all'estero, con una tendenza in crescita del +3,1%.

 Tuttavia, questi non sono gli unici motivi che hanno spinto sempre più studenti a lasciare l’Italia per studiare all’estero. Infatti, oltre al raggiungimento di una laurea riconosciuta anche in Italia, Europa, Canada e USA (al termine del percorso di studi si consegue il titolo di "Dottore in Medicina Generale (MUDr o MD)" o di "Dottore in Medicina Dentale (DMD)", c’è un altro aspetto: chi ha studiato fuori ha più possibilità, rispetto agli studenti italiani, di ottenere competenze linguistiche più avanzate.

Condividi su:



Articoli Correlati