09 marzo 2020

Napoli. Coronavirus, dramma in casa: resta sul letto di morte per 48 ore, la verità di Teresa

La brutta vicenda della 47enne Teresa, morta in casa a Napoli, sta facendo il giro di Italia. A raccontare quello che è accaduto è stato suo fratello che, disperato, ha postato un video-denuncia in cui si vede la donna priva di vita sul letto di morte.

I motivi di un gesto tanto estremo, sono legati all'assistenza ricevuta durante il dramma. Dopo la morte di Teresa, i familiari sono rimasti all’oscuro del suo quadro clinico e con il timore che si potesse trattare di coronavirus. Infatti, Luca Franzese, fratello della donna, ha ribadito che sono rimasti in casa – con il corpo esanime di Teresa – per circa 48 ore prima di ottenere notizie, con appunto il timore, successivamente confermato domenica notte, che la donna avesse contratto il coronavirus.

Teresa ha iniziato a stare male sabato pomeriggio ed è deceduta poche ore dopo nella sua abitazione di piazza Carlo III. La donna era affetta da epilessia, ma nei suoi ultimi giorni di vita aveva manifestato sintomi compatibili con il Covid-19. Infatti, sabato ha avuto una violenta crisi respiratoria ed è deceduta. A quel punto, ha spiegato Luca sui social, dopo diverse ore i sanitari le hanno effettuato un tampone, ma senza riuscire a dare informazioni utili riguardo l’effettiva positività al virus.

Inoltre, sempre come ha raccontato l’uomo, neanche le pompe funebri hanno voluto prelevare la salma senza prima conoscere la causa del decesso e quindi, Teresa, è rimasta sul suo letto di morte fino a lunedì mattina, mentre la conferma della positività al Covid-19 è arrivata domenica notte intorno alle 2.

Secondo le indiscrezioni del caso, la dona avrebbe contratto l'infezione frequentando un conoscente a sua volta positivo al virus. Ovviamente senza entrare nel nocciolo della questione, Teresa avrebbe potuto ammalarsi nei giorni scorsi quando, secondo i suoi familiari, si sarebbe vista con questa persona. 

Il risultato del tampone a 24 ore dal decesso

Mia sorella è risultata positiva al coronavirus, per le persone che dicevano fosse un fake vi perdono. Per tutti gli amici che dicono che il coronavirus è una cazzata, vi perdono – ha scritto su facebook Luca dopo il risultato del tampone -. Ora, Teresa non c’è più ma se volete veramente aiutarmi: torniamo a essere l’Italia unita di sempre”.

L’appello disperato di domenica pomeriggio

Mia sorella si è sentita male ieri pomeriggio (sabato per chi legge) e non ha più ripreso coscienza – ha spiegato Luca domenica alle 20 - ho iniziato a praticare un massaggio cardiaco e abbiamo chiamato il 118”. Successivamente all'arrivo dell'equipe del 118, nessuna manovra rianimativa è servita per la 47enne deceduta ed è stato allora che i parenti hanno cominciato a sospettare la presenza del virus.

Mia sorella ha avuto un'influenza con sintomi compatibili al coronavirus, prima di morire e abbiamo insistito per farle fare il tampone dal 118 - racconta Luca- gli operatori non avevano il kit e sono tornati una seconda volta in tarda serata per effettuare il tampone. Da quel momento nessuno ci ha dato indicazioni su come comportarci ma ci hanno abbandonato a noi stessi – ha aggiunto nel primo video-denuncia - sconfortato - mia sorella è qui nel letto e noi siamo ostaggi in casa, vorremmo solo sapere cosa fare e chi si sta occupando di noi”.

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