07 marzo 2020

Irene e la sua famiglia (cinesi ma anche pisani) contro odio e razzismo, boom di donazioni

In questi giorni è davvero difficile riuscire a trovare notizie positive, perché l’Italia sta vivendo un clima di paura tensioni. Ma, le storie belle, quelle in grado di strappare un sorriso, seppure nascoste ci sono eccome. È il caso di Irene Oro conferma. Lei, 24 anni, pisana, due genitori di origini cinesi in Italia da 35 anni, sostiene la Croce Rossa Italiana con donazioni di mascherine. Il loro, come più volte ribadito dall’associazione, è un contributo preziosissimo. Ma quello che lascia ancor di più senza parole è che, Irene, ha raccontato di essere stata vittima di razzismo per le sue origini – cinesi – e nonostante ciò ha deciso di aiutare Pisa a superare l’epidemia.

A raccontare l’impegno della sua famiglia (cinesi ma anche pisani) è Irene che ha affidato ai social il racconto di questi giorni. “Mi chiamo Irene, sono nata e sono cresciuta a Pisa e ho origini cinesiha scritto. “Circa un mese e mezzo mi sono svegliata in un paese che non riconoscevo più mio, un paese che mi discriminava per le mie origini, che aveva paura di me. Ho cominciato a subire diversi episodi di razzismo (e non mi dite che è solo paura, perché bisogna aver il coraggio di chiamare le cose con il loro vero nome). Molte persone hanno iniziato ad evitarmi sui mezzi pubblici, altre mi guardavano male e si coprivano il viso con la sciarpa, e non nego che spesso mi sia arrivato anche qualche insulto”.

Il suo racconto fa riflettere ancora una volta sui brutti episodi razziali che si sono susseguiti in queste settimane: “Quando è arrivato in virus in Italia, la mia famiglia (da 35 anni in Italia), nonostante le nostre attività fossero in difficoltà da più di un mese a causa della infodemia e dall’ignoranza dilagante, si sono prodigati a reperire mascherine e materiale medico da donare a chiunque ne avesse bisogno, insegnandomi che la più bella risposta a tutti gli episodi discriminatori e alla ghettizzazione che abbiamo vissuto nell’ultimo mese possa essere solo l’amore e la solidarietà”. Dunque, si tratta di un gesto di cuore che di certo non è passato inosservato alla comunità pisana che ha fatto sentire il proprio calore alla famiglia di Irene, con una pioggia di commenti virtuale in loro sostegno.

Sono andata alla Croce Rossa di Pisa a donare circa 2170 mascherine, il presidente mi ha accolta con enorme commozione definendomi affettuosamente “la Provvidenza” e raccontandomi che proprio due giorni fa avevano inviato le loro ultime 50 mascherine alla Croce Rossa di Stradella (PV) zona particolarmente colpita dall’emergenza Coronavirus. Condivido la mia esperienza personale sperando che possa essere un veicolo per la sensibilizzazione, un incentivo a far del bene e stare uniti in questa situazione delicata”.

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