07 marzo 2020

Trapianti, salvate 4 mila vite con la donazione: un risultato eccellente, ma in calo

Il documento del ministero della Salute ha riportato nel dettaglio le donazioni di organi e i trapianti avvenuti nell’ultimo anno in Italia. Come si evince dal report annuale del CNT - Centro nazionale trapianti, alla presenza del Direttore Massimo Cardillo e del viceministro Pierpaolo Sileri – nel 2019 – sono state 4mila le vite salvate grazie alle donazioni, tra cui reni, polmoni, fegato e anche cuori. Questo risultato importante è arrivato anche perché negli ultimi anni è stata fortemente potenziata la campagna di sensibilizzazione sull'argomento.

Tuttavia, il documento riporta anche un altro aspetto della situazione, un rovescio della medaglia. Ovvero, è aumentato il dissenso al prelievo degli organi post mortem. In sostanza, per comprendere a pieno cosa è accaduto nell'ultimo anno, bisogna considerare che hanno avuto un tasso di successo elevatissimo i trapianti effettuati nei vari presidi ospedalieri, ma il numero di donatori, nel 2019, è sensibilmente calato.

Contrari alle donazioni

Il dato più significativo è il discreto aumento dei donatori potenziali, ovvero quelli segnalati nelle rianimazioni come possibili candidati al prelievo degli organi. Tuttavia, i prelievi devono essere approvati dai familiari, in caso di mancato consenso volontario, che non sempre sono favorevoli: di fatto è in aumento il tasso di opposizione al prelievo, passato dal 29,8% dell’anno scorso al 31,2%.

Anche sulla donazione c’è una dissonanza tra Nord e Sud, infatti il dato delle donazioni, a fronte di una media nazionale di 22,8 donatori per milione di popolazione, indica dai 49,5 donatori della Toscana agli 8 della Sicilia.

I trapianti, ecco cosa si dona

Nel 2019 i trapianti sono comunque aumentati: ne sono stati effettuati 3.813 (+2,4% rispetto al 2018).

Il maggiore numero di trapianti complessivi ha riguardato:

-rene (2.137, +0,6%)

-fegato (1.302, +4,5%)

-polmone (153, +6,3%, trapianti in totale)

-cuore (245 +5,2%).

Stabili i trapianti di pancreas (42 contro i 41 dell’anno scorso), mentre a tre anni di distanza dall’ultimo è stato effettuato un nuovo trapianto di intestino. 

In forte crescita l’attività di donazione e trapianto anche nel campo dei tessuti e delle cellule staminali emopoietiche.
Le donazioni di tessuto registrate nel 2019 sono state 13.854 (+2,3%), con un aumento ancora più marcato per le cornee (+4,1%).
In aumento anche le cellule staminali emopoietiche: crescono sia le donazioni (+23,5%) che i trapianti da donatore non consanguineo (+1,3%), che sono stati 859, il numero più alto mai realizzato in Italia. 

L’ospedale di Torino al 1° posto, seguono Padova e Bologna

Torino si conferma in testa alla classifica nazionale con 360 trapianti; seguono: Padova (335) e Bologna (256). In totale sono stati 42 gli ospedali italiani che hanno effettuato trapianti nel 2019. Per le singole specialità, Padova è leader nel trapianto di rene (174 interventi di cui ben 55 da donatore vivente), Pisa per il fegato (161), Palermo Ismett per il fegato da vivente (14), Milano Niguarda per il cuore (34), Milano Policlinico per il polmone (34) e Milano San Raffaele per il pancreas (9).

La crescita dell’attività di trapianto ha un impatto positivo sulle liste d’attesa, che calano anche quest’anno. I pazienti che attendono un trapianto (dati al 31 dicembre 2019) sono 8.615, dei quali la gran parte aspetta un rene (6.460, -4,1% rispetto al 31 dicembre 2018). La diminuzione più significativa riguarda la lista del cuore (670 pazienti, -5,8%), mentre si registra un aumento marcato nella lista del fegato (1.031 pazienti, +6,7%).

Carte d’identità favoriscono la donazione

In ogni caso, grazie al sistema di registrazione collegato alla carta d’identità elettronica, crescono ancora le dichiarazioni di volontà alla donazione espresse in vita dai cittadini. Il 31 dicembre 2019 erano 6.936.583 le dichiarazioni custodite nel Sistema informativo trapianti, ma a fine febbraio 2020 è stata superata quota 7 milioni e 300mila: complessivamente quasi 5 milioni 600mila favorevoli e poco più di 1 milione contrari.

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