06 marzo 2020

Truffa all’Asl di Caserta. 14 arresti tra medici, imprenditori e impiegati

Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, 17 persone avevano messo in piedi un’associazione finalizzata a delinquere, specializzata nella falsificazione di ricette mediche e non solo. Perché alla base dell’ordinanza di custodia cautelare, ci sono anche altre motivazioni che hanno fatto scattare le manette: tra i reati contestati infatti, a vario titolo, c’è anche la truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale a opera di medici, faccendieri, dipendenti dell'Asl di Caserta e imprenditori sèecializzati nella cottraffazione e ricettazione.

Secondo le accuse questi ultimi avevano costruito un sistema di truffe basato su 4 laboratori di analisi della provincia di Caserta e gestiti da una famiglia di San Nicola La Strada: responsabili di laboratorio e loro collaboratori redigevano ricette mediche, alcune provenienti da ricettari rubati all'Asl Napoli 2, che venivano intestate a pazienti ignari.

Tra le misure cautelari, 5 sono in carcere, 9 ai domiciliari e le ultime 3 di presentazione alla polizia giudiziaria con interdizione dalla professione medica. La nuova inchiesta – che appunto ha portato all’arresto di 17 persone - è collegata a una precedente del 2018, che aveva portato in carcere un medico di base, un farmacista e altre 3 persone per ricette false: erano intestate a pazienti inesistenti, deceduti o ignari, e utilizzate per ottenere rimborsi dal Sistema Sanitario Nazionale.

Le indagini erano partite in seguito a una segnalazione che il direttore generale dell'Asl di Caserta aveva inviato ai Nas e relativa a un medico di base di Castel Volturno che aveva generato una spesa farmaceutica a pazienti per 800 euro, rispetto a quella media nazionale di 167 euro.

Dalle indagini è inoltre emerso che le fustelle venivano staccate dai farmaci e usate per le ricette che venivano addebitate in modo da ottenere il rimborso, mentre le confezioni venivano rivendute illecitamente in paesi extraeuropei.

L'ulteriore passaggio della truffa individuato avveniva all'interno dell'Asl di Caserta, dopo la presentazione delle ricette: alcuni dipendenti, anche loro corrotti, non addebitavano alle società le somme che dovevano essere stornate dai rimborsi, sia a favore dei 4 laboratori coinvolti sia per altre strutture private convenzionate.

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