05 marzo 2020

Aggredita e minacciata, dottoressa della guardia medica si dimette: “Ho paura”

È il drammatico epilogo dell’aggressione verificatasi lo scorso 26 febbraio nel presidio di guardia medica di Polizzi Generosa, nel Palermitano. La vittima dell’ennesima aggressione a Palermo, è una giovane dottoressa, E.C., che è stata minacciata e insultata dal marito di una paziente, prima al telefono e poi in ambulatorio.

La donna, secondo la denuncia, avrebbe subito insulti pesanti e percosse, tanto da farle prendere una decisione drastica, ma soprattutto triste per la Sanità italiana: le dimissioni. A denunciare l'episodio è l'Ordine dei medici di Palermo.

"Dall'aggressione subita ho interrotto i miei turni, mi hanno sostituita i colleghi. Non rientrerò, ho troppa paura – ha riferito la donna a Repubblica -. Ieri ho chiesto all'Asp di essere assegnata ad un altro presidio, ma non ci sono disponibilità, perciò mi sono dimessa".

La decisione è arrivata dopo l’aggressione, quei minuti di paura e follia che ha vissuto lo scorso 26 febbraio. "L'aggressore aveva chiamato in ambulatorio chiedendomi una visita domiciliare per la moglie - racconta la dottoressa -, ma già dalle prime domande i sintomi non mi permettevano di lasciare scoperto il presidio. La signora aveva solo brividi e niente febbre, tutti i sintomi più o meno influenzali".

"Avvio il triage telefonico imposto dal ministero per una diagnosi che scongiurasse un eventuale contagio da Coronavirus – aggiunge nell’intervista a Repubblica -, ma la minaccia di passare grossi guai se non fossi andata a domicilio per visitare la moglie è arrivata subito. Purtroppo, in certi soggetti la paura di un contagio può scatenare effetti devastanti sulla lucidità mentale. Nonostante le aggressioni verbali, per calmarlo l'ho invitato a venire in ambulatorio con la moglie. È arrivato da solo dopo pochi minuti urlando e visibilmente aggressivo. È intervenuto mio padre per smorzare i toni, ma tra pugni sulla scrivania e spintoni è caduto pesantemente a terra rompendosi due costole. In quei pochi secondi, d'istinto sono scappata fuori chiedendo aiuto”. Successivamente sul posto sono arrivati i carabinieri della locale tenenza, che adesso stanno indagando sull’episodio per rintracciare l’aggressore.

A condannare fortemente l’ennesimo caso grave di aggressione in Sicilia, sono stati i sindacati e gli altri operatori sanitari, ma fortunatamente è arrivata una buona notizia. Infatti: "L'Ordine dei medici di Palermo si costituirà parte offesa e parte civile nel processo, mettendo a disposizione l'assistenza legale alla dottoressa e ogni altro strumento necessario". A dirlo è il presidente dell'Omceo di Palermo, Toti Amato. Dunque, l’Ordine ha deciso di fornire assistenza legale e di supportare la vittima dell’aggressione in ogni fase del processo.

Insomma, una risposta chiara da parte dell’Istituzione, intenzionata a tutelare i camici bianchi che purtroppo sempre più spesso finiscono vittime di aggressioni che In Sicilia, nell’ultimo anno, si aggirano pressappoco intorno ai 150 casi.

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