03 marzo 2020

Coronavirus e crollo turismo balnerare in Puglia. Santorsola (FIBA): "Situazione paradossale"

A fronte di una percentuale minima di contagiati da coronavirus rispetto alla totalità della popolazione, il settore turistico-balneare della Regione Puglia si ritrova oggi gravemente penalizzato, sull’orlo di un crollo drammatico. A lanciare l’allarme è la FIBA Confesercenti (Federazione Imprese Balneari), la federazione sindacale che, fra le sue attività, difende la categoria degli imprenditori turistici balneari e promuove lo sviluppo economico e la formazione culturale e professionale delle imprese aderenti.

Per comprendere le proporzioni di questa emergenza economico-sociale dal punto di vista di chi la vive in prima persona, abbiamo contattato Fabrizio Santorsola, presidente Sud Puglia di FIBA Confesercenti, che ci ha descritto una situazione paradossale.

“In Puglia ci si sta preoccupando eccessivamente quando non è ancora necessario – ha detto Santorsola – speriamo che entro giugno l’allarme sia rientrato e tutto questo divenga solo un brutto ricordo, ma per ora stiamo cercando di valutare cosa potrebbe accadere al nostro settore”.

Due sono i fronti minacciati dalla crisi: il primo, quello degli abbonamenti agli stabilimenti balneari, che gli utenti non stanno più acquistando a causa della psicosi da Covid-19; e il secondo, quello del turismo estero delle festività pasquali, per il quale si attende un drammatico calo, essendo già stato registrato un numero considerevole di annullamenti di voli e prenotazioni.

“Da anni ormai non apriamo più i nostri stabilimenti a giugno, ma molto prima, per accogliere i turisti stranieri che vengono in Puglia a Pasqua – ci spiega Santorsola –. Ma quest’anno c’è il rischio che nessuno voglia aprire anticipatamente a causa della mancanza di turisti. Stiamo cercando di capire come potrebbe evolversi questa situazione”.

Sulla possibilità di un decreto-legge volto alla tutela delle attività turistico-balneari, il presidente Sud Puglia di FIBA Confesercenti si dice scettico. “Per ora – afferma – si è parlato solo di interventi indirizzati alle attività alberghiere. In Puglia, la crescita esponenziale degli ultimi anni è dovuta alla presenza di stranieri. Abbiamo un comparto che da solo regge gran parte delle presenze e degli incassi. Quest’anno sarà ancora così? Il Governo riuscirà ad attivare una politica di comunicazione che non sia più volta al catastrofismo? Si metteranno davvero in atto contromosse per superare l’emergenza e l’allarmismo?”

Mentre la Regione si dice pronta a fare la sua parte per fronteggiare la crisi e scongiurare il crollo del turismo, i diretti interessati attendono con urgenza un segnale positivo. “Per il momento – conclude Santorsola – ci auguriamo che questa emergenza termini al più presto, sperando anche in una crescita del turismo nazionale, che possa in parte sopperire al grave calo di quello estero”.

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