28 febbraio 2020

Dopo il botta e risposta tra Conte e dirigenti ospedale Codogno, scattano i controlli

La presunta complicità da parte dei medici dell’ospedale Civico di Codogno, riguardo la diffusione del Covid-19, sono scattati i controlli da parte dei carabinieri dei Nas negli ospedali ritenuti focolaio dell’epidemia in Italia.

I militati dell’Arma hanno fatto irruzione nei presidi sanitari del lodigiano in cerca di “falle” nel sistema di prevenzione, dopo che la Procura ha aperto una inchiesta sulla diffusione del contagio. A sollevare per primo il dubbio di un’inadeguata profilassi sul contenimento dell’epidemia è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, puntando il dito contro “l’imprudenza” dei camici bianchi.

Probabilmente dunque, proprio le parole di Conte hanno attivato la macchina dei controlli: le ispezioni, secondo quanto riferito dalla nota stampa dei carabinieri, sono iniziate ieri all'ospedale di Codogno per poi proseguire in quello di Casalpusterlengo e concludersi nella notte all'ospedale Maggiore di Lodi. L’obiettivo sarebbe comprendere se ci siano state falle che abbiano permesso la diffusione del virus allo scopo di prevenire ulteriori contagi.

Tuttavia, anche i controlli scattati nelle ultime ore, in un certo senso, hanno suscitato indignazione perché come abbiamo raccontato in un precedente servizio, i medici – in questo caso eroi in camice bianco impegnati in prima linea contro il virus –   anziché essere tutelati, sono stati accusati di essere impreparati. Infatti, su Facebook il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha nuovamente ringraziato il personale operativo, compreso quello sanitario, in prima linea per gestire l'emergenza. 

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