28 febbraio 2020

Coronavirus. Parla il paziente "uno" napoletano: "Ho dovuto minacciare i medici pur di fare il tampone"

Il paziente “uno” di Napoli, intervistato da Il Mattino denuncia: “Ho dovuto minacciare i medici pur di fare il tampone”.

L’uomo, un avvocato 50enne che vive a Napoli, si è recato presso l’ospedale Cotugno con mezzi propri, ma non è stato ascoltato subito e, dopo aver atteso insieme a decine di persone, ha dovuto minacciare denunce penali per ricevere il tampone.

A quel punto l’avvocato è stato visitato e poi mandato a casa con una “diagnosi interlocutoria” per poi apprendere il giorno dopo dal telegiornale di essere risultato positivo ai test del coronavirus.

Ho trovato disorganizzazione e disattenzioni, non è così che si affronta un’emergenza ‒ continua l’uomo ‒. Se so di essere positivo, lo devo solo alla mia insistenza”.

Sono altri due i pazienti campani risultati positivi ai test del Cotugno, tutti sono di rientro dalla Lombardia e sono in buone condizioni di salute. 

La prima è una donna di 24 anni della provincia di Caserta (Ruviano) e l’altra un tecnico di laboratorio della provincia di Salerno di origini ucraine che lavora a Cremona ed è tornata nel Cilento a Montano Antilia dove ci sono i suoi familiari, per un periodo di ferie. Attualmente si trovano entrambe ricoverate al Cotugno in isolamento.

Fonte: Il Mattino

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