28 febbraio 2020

Altroconsumo lancia l’allarme sui prodotti acquistati in rete, rischio per la salute

C’è un rischio per la salute e si chiama shopping online. Acquistare prodotti in rete è diventata una prassi consolidata e alla portata di milioni di utenti che mediamente, ogni giorno, fanno almeno un acquisto su una delle grandi piattaforme di vendita online. A testimoniare questo dato, oltre ai numeri ufficiali snocciolati quotidianamente dai portali di economia, c’è anche un visibile effetto domino: i piccoli negozi di città chiudono e lascino “spazio” alle grandi catene dell’e-commerce.

Tuttavia, il nocciolo della questione – secondo l’inchiesta di Altroconsumo - sviluppata insieme ad altre organizzazioni di consumatori europee e pubblicata sulla propria rivista: la maggior parte dei prodotti per bambini, ma anche cosmetici, gioielli, dispositivi elettronici e abbigliamento acquistabili sulle principali piattaforme di e-commerce non sono sicure per la salute o non a norma di legge.

L’analisi condotta dagli specialisti del settore ha interessato 250 prodotti acquistabili sui principali siti di e-commerce: Aliexpress, Amazon, eBay, LightInTheBox e Wish. Complessivamente due acquisti su tre (il 66%) sono risultati non conformi alla normativa europea, con rischi per la salute e per la sicurezza di chi li utilizza. 

L’Organizzazione di consumatori ha condiviso i risultati dell’indagine con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero della Salute e ha inviato agli enti preposti, una segnalazione formale per chiedere un intervento finalizzato ad accertare quanto è emerso affinché vengano presi provvedimenti per la tutela e la corretta informazione dei consumatori.

Tra gennaio 2019 e gennaio 2020 sono stati ordinati, esaminati e poi testati in laboratorio 250 prodotti afferenti a 18 diverse categorie, tra cui giocattoli per bambini, rilevatori di CO (monossido di carbonio), abbigliamento per bambini, make-up e carica batterie USB.

Ecco alcuni dei risultati: su 12 carica batterie USB, 12 powerbank e 12 adattatori da viaggio, ben 26 prodotti su 36 sono pericolosi, possono dare la scossa o causare incendi. In 9 giocattoli per bambini su 29 (31%) sono state trovate quantità illegali di ftalati (fino a 200 volte il limite legale). Bocciati anche il 91% dei trucchi per bambini e l’88% dei capi d’abbigliamento testati, che non rispettavano gli standard europei, con possibili rischi per la salute e l’incolumità dei piccoli.

Tra i prodotti testati, alcune categorie sono state bocciate nella totalità dei casi: stiamo parlando nello specifico di palloncini, kit per sbiancare i denti, rilevatori di fumo e monossido di carbonio e caschi per la sicurezza.

Le piattaforme di e-commerce, ponendosi nella posizione di semplici intermediari, sfruttano spesso una scappatoia legale che li esonera da qualsiasi responsabilità – in capo solo al fornitore originale – per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti che vendono. Anche se sono tenute, a livello normativo, a rimuovere “rapidamente” i prodotti non sicuri dai loro cataloghi, quando ne sono informati, la legge resta tuttavia ambigua visto che non vi è alcun limite di tempo specificato per la rimozione.

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