23 febbraio 2020

Covid-19, unico mantra: “Chiamate il 118!” ma proprio il 118 manca ai tavoli istituzionali

Il Sistema di Emergenza Territoriale 118 è il nodo centrale irrinunciabile della rete sanitaria preposta dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e dai Servizi Sanitari Regionali (SSR) alla gestione più appropriata della epidemia da Covid-19, così come di qualunque situazione inquadrabile quale maxiemergenza o, più in generale, patologia acuta tempo dipendente. Tutti gli appelli istituzionali rivolti, in queste ore, alla popolazione esortano, a gran voce, ogni qualvolta ci si trovi difronte a casi sospetti configuranti possibile contagio o infezione da Covid-19, a non uscire di casa, a non recarsi dal medico curante, a non intasare i Pronto Soccorso e – quale unico comune denominatore - a chiamare il 118.

Chiamare il 118, senza perdite di tempo, rappresenta, infatti, la scelta più corretta in questi casi. La convergenza sulla Centrale Operativa 118 di tutte le chiamate afferenti a situazioni cliniche “compatibili” con un quadro di infezione respiratoria ad insorgenza acuta che possa essere correlato alla esposizione, diretta o indiretta, all’infezione da Covid-19, consente di affidare la gestione del problema all’unica “stazione di controllo istituzionale sanitario del paziente acuto” gestita, h 24, da operatori sanitari esperti, infermieri e medici, in grado non solo di fare il più appropriato triage telefonico quanto di erogare la risposta di soccorso sanitario pertinente al paziente, che peraltro, va precisato, è risposta di elevata ed assai rischiosa complessità gestionale.

Spiace, invece, constatare che se da un parte, nel momento del maggior pericolo, il ricorso al 118 viene invocato, a mò di mantra, da tutte le più autorevoli rappresentanze istituzionali sanitarie, lo stesso Sistema 118 risulta sistematicamente non convocato, risultando assente, riguardo la diretta rappresentanza di carattere nazionale, a livello di tutti i tavoli istituzionali nazionali che vertono sulla risposta all’emergenza da Covid-19.

Assistiamo, quindi, al paradosso, intanto della ragione, per cui tutte le rappresentanze della realtà sanitaria in merito a cui si esorta opportunamente la popolazione interessata a non recarsi presso le sedi dei servizi di rispettiva pertinenza sono regolarmente presenti ai tavoli istituzionali, mentre risulta sistematicamente assente dagli stessi proprio la rappresentanza istituzionale di chi viene chiamato, con voce unanime, a farsi opportunamente carico delle innumerevoli problematiche riversate, anche a dismisura, da una intera popolazione e quindi, di conseguenza, a scendere in campo, ad agire pretendendo, doverosamente, da parte di ciascuno e di tutti, il massimo livello di velocità e di qualità prestazionale.

Ho chiesto in queste ore, con fiducia, al ministro della Salute, Roberto Speranza, che pure ringrazio per la particolare autorevole attenzione rivolta, in altre importanti occasioni, al Sistema 118, un nuovo incontro, che auspico in tempi rapidissimi, per varare, attraverso un tavolo tecnico dedicato, linee guida operative - unitarie e molto ben dettagliate - a livello nazionale per gli operatori del Sistema 118, istituzionalmente tenuti e per questo già organizzati ad affrontare i rischi di contagio abituali, ma che in questa particolare condizione necessitano di una specifica puntualizzazione in termini di percorsi e, particolarmente, di uniformità applicativa degli stessi, riguardo i diversi aspetti specifici afferenti alle fasi di triage telefonico, di presa in carico del paziente, di gestione in fase acuta dello stesso, di trasporto protetto con mezzi e presidi che assicurino condizioni di elevato biocontenimento, di sanificazione dei mezzi e delle attrezzature impiegate a termine degli interventi.

Non è sufficiente scrivere sulle circolari ministeriali che le regioni devono fornire le attrezzature necessarie ai servizi ed alle unità operative impegnate nella gestione della infezione da Covid-19. Occorre, a nostro parere, un atto di indirizzo stringente che obblighi, con effetto immediato, le regioni a mettere concretamente a disposizione di tutti i Sistemi 118 del Paese i dispositivi di protezione individuale completi previsti dalle normative ministeriali, quali le ambulanze a pressione negativa, le barelle ad elevato biocontenimento, i sanificatori delle ambulanze e tutto quanto necessiti per la sicurezza dei nostri operatori che dalle periferie ci segnalano, in alcuni casi, ben altre realtà.

In questo momento di criticità nazionale reiteriamo, pertanto, con forza la convocazione nei tavoli tecnici operativi della presenza del 118 e delle società scientifiche di settore, fino ad oggi escluse o marginalizzate, al fine di rendere, per la parte di specifica competenza, il supporto sanitario alle popolazioni il più efficiente ed efficace possibile. “Non scripta sed acta manent”.

Mario Balzanelli, Presidente Nazionale Società Italiana Sistema 118 (SIS 118)

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