21 febbraio 2020

Coronavirus. Aumentano i casi in Italia, 14 in Lombardia e 2 in Veneto

Il coronavirus è arrivato in Italia. I casi sono aumentati in poche ore: 14 in Lombardia, 2 in Veneto e 2 a Roma. Il ricercatore 29enne ricoverato allo Spallanzani pare invece guarito dopo essere risultato negativo a tutti i test.

Il primo paziente lombardo, un manager 38enne di Codogno, è ricoverato in condizioni gravi nell'ospedale della città. L'uomo aveva manifestato i primi sintomi il 15 febbraio e si è presentato al Pronto Soccorso la prima volta il 18, ma era stato dimesso. Poi è tornato il giorno successivo per l’aggravarsi delle sue condizioni. A quel punto, la moglie ha comunicato che il marito aveva cenato con un amico che era tornato dalla Cina all’inizio di febbraio, ma l’uomo è stato trovato negativo al test sul coronavirus e sarà sottoposto a ulteriori verifiche per tentare di capire, dal livello dei globuli bianchi, se anche lui ha contratto il virus nelle settimane precedenti.

Mentre sono molte le persone che sono entrate in contatto con il paziente uno: “A oggi abbiamo un numero cospicuo di persone su cui stiamo intervenendo, sono circa 250 le persone in isolamento a cui faremo il tampone“, ha spiegato sempre l’assessore Gallera. 

I contagi in Lombardia

Contagiata anche la moglie, insegnante in coingedo per maternità, incinta al sesto mese di gravidanza, è in buone condizioni e si trova ricoverata all'ospedale Sacco di Milano (punto di riferimento regionale per le bioemergenze), dove le autorità sperano di poter trasferire presto anche gli altri pazienti e dove si trova ricoverato anche un amico di famiglia con sintomi da polmonite che faceva sport con il 38enne. Sono altre 8 le persone risultate positive ai test, di cui 5 tra infermieri e medici del presidio ospedaliero dove è ricoverato l'uomo e 3 pazienti.

Si stanno sottoponendo ai test anche i colleghi dell'Unilever a Casalpusterlengo, dove lavora il 38enne.

Ci sono altre tre persone ricoverate nell'ospedale di Codogno con la diagnosi di polmonite. Come ha spiegato Gallera, si tratta di uomini tra i 70 e gli 80 anni  di Castiglione d'Adda che frequentavano lo stesso bar in cui va spesso il padre dell'amico sportivo del 38enne.

Sono in corso test per il nuovo coronavirus anche su un medico di base che lunedì ha visitato a domicilio il 38enne: è ricoverato all’ospedale Sacco di Milano con un quadro di polmonite.  È infine ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del paziente 38enne positivo. Di questa paziente è atteso l’esito del tampone.

I due casi in Veneto

Sono risultati positivi ai test per il coronavirus due pensionati di 78 e 67 anni residenti a Vò Euganeo, un piccolo paese in provincia di Padova. Sono stati trasferiti dall'ospedale di Schiavonia a quello di Padova. Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, ha comunicato che i luoghi frequentati dai due pazienti sono stati chiusi, mentre il primo ospedale in cui erano ricoverati è stato opportunamente sanificato.

"Stiamo ricostruendo tutte le relazioni sociali e i contatti che questi signori hanno avuto, per fare i tamponi e verificare se ci sono soggetti positivi”. Zaia ha aggiunto che “stiamo aspettando le controanalisi dallo Spallanzani, i dati ci dicono che le positività dal Veneto ci sono. Ora andremo avanti coi tamponi anche per tutti i dipendenti dell’ospedale, i pazienti erano all’ospedale di Schiavonia e uno dei due c’è rimasto una decina di giorni. Bisogna capire da dove arriva questo contagio secondario – ha aggiunto -, perché è partito da una persona che ha contagiato. Non è assolutamente una vicenda da prendere sottogamba. Siamo molto preoccupati, anche perché questo virus è un virus maledetto, problematico, sorprende ora dopo ora. Le riviste scientifiche ci dicono che non vive solo su materiale biologico ma anche su superfici inerti“, ha sottolineato.

A seguito dei casi in Lombardia, un’ordinanza del ministero della Salute ha disposto oggi l’obbligo di quarantena “fiduciaria” domiciliare per chi torna da un viaggio in Cina negli ultimi 14 giorni e “sorveglianza attiva” per chi è stato nelle aree a rischio, cioè nel paese asiatico così come indicato dall’Oms, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali al proprio rientro in Italia.

Per fare fronte all’emergenza la Difesa ha individuato le strutture militari – dell’esercito e dell’aeronautica – in Emilia Romagna e Lombardia che ospiteranno circa 200 persone che andranno in quarantena dopo la vicenda dei nuovi casi. Una con oltre 130 posti a Piacenza, l’altra con 50-60 posti a Milano. Predisposta “un’ordinanza con misure precise per l’area in cui si muovono le persone individuate oggi come positive e relativa a 10 comuni: Codogno, Castiglione, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini e San Fiorano”. 

In molti dei Comuni citati resteranno chiusi scuole, bar e uffici, e sono state annullate feste di Carnevale e cerimonie religiose. Scuole chiuse domani anche a Piacenza e provincia.

Fonte: ANSA

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