21 febbraio 2020

Aggressione personale 118 a Palermo. Lanteri (UGL Sicilia): "Chi aggredisce danneggia tutti"

Grave episodio di violenza ai danni del personale sanitario a Palermo. Alcuni soccorritori del 118, intervenuti dopo una chiamata nel quartiere di Brancaccio, sono giunti presso l’appartamento di una donna colpita da arresto cardiaco. Nonostante la tempestività dell’intervento, gli operatori non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna.

È proprio a questo punto che è esplosa la brutalità: i soccorritori sono stati aggrediti dai familiari della donna, e uno è stato ferito con pugni al volto riportando una frattura dello zigomo.

“L’ennesimo episodio di questo tipo in Sicilia, ma la violenza contro gli operatori sanitari è senza dubbio un problema nazionale – ha detto oggi a RCS Salute il Dott. Raffaele Lanteri, Segretario Regionale UGL Medici Sicilia – Noi avevamo fatto già da tempo una serie di proposte, tra cui quella di far presidiare i Pronto Soccorso da parte dell’esercito, e di ricorrere a misure straordinarie come l’installazione di telecamere nei presidi delle guardie mediche”.

All’interno delle ambulanze è in effetti già in corso in Sicilia l’installazione di telecamere. Tuttavia, come spiega Lanteri, si tratta di una misura che da sola non può risolvere il problema, poiché le violenze avvengono spesso anche lontano dai veicoli del 118, come appunto è accaduto nel caso della donna deceduta a Brancaccio.

“Occorre una campagna di sensibilizzazione – afferma Lanteri – per far comprendere ai cittadini l’importanza fondamentale del lavoro degli operatori che quotidianamente tutelano la loro salute. È necessario inoltre arrivare presto alla piena approvazione della legge sull’inasprimento delle pene contro chi aggredisce medici e infermieri, attualmente arenata a causa della controversia sull’estensione dello stato di pubblico ufficiale agli operatori sanitari in servizio".

“Ciò che maggiormente auspichiamo – conclude Lanteri – è che la gente comprenda che chi picchia un medico o un infermiere in servizio interrompe la catena dei soccorsi e danneggia quindi sé stesso e tutti gli altri pazienti. Considerando la grave carenza di personale che colpisce attualmente la sanità pubblica, l’interruzione del servizio da parte di un operatore a causa di un’aggressione subita può compromettere seriamente la qualità dell’assistenza”.

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