19 febbraio 2020

Palermo, follia in casa: donna muore di infarto, i familiari aggrediscono i soccorritori

Un dramma che è diventato ancora più inquietante dopo che una donna, morta a causa di un fulminante arresto cardiaco, è stata “vendicata” (del nulla) dai suoi familiari che hanno aggredito gli operatori del 118.

Siamo in via S 74 a Brancaccio, nella periferia di Palermo. Una donna di 54 anni avverte i sintomi di un malessere e parte la chiamata al 118. In pochi istanti però, la donna viene stroncata – in casa sua – da un infarto fulminante che non le lascia scampo. Tuttavia, dopo 10 minuti dalla chiamata di emergenza, come ricostruito dai tabulati telefonici, sono arrivati i soccorritori.  Ma sono stati aggrediti dai familiari della donna.

Secondo la ricostruzione dei fatti, possibile grazie alle dichiarazioni degli operatori aggrediti, sembrerebbe che uno degli operanti, sia stato brutalmente ferito con alcuni pugni al volto e i medici del pronto soccorso gli hanno riscontrato la frattura di uno zigomo. L’Ambulanza che ha svolto il servizio, arrivava dalla Postazione Codice 76 di Ficarazzi.

Come al solito, non possiamo che essere solidali al personale della SEUS – SCpA coinvolto in questo ulteriore ed increscioso caso di aggressione verificatosi durante lo svolgimento del proprio lavoro, servizio tra l’altro svolto in tempi più che regolari - dichiarano Domenico Amato, Segretario Regionale Confintesa Sanità Sicilia e Mario Manzo, Coordinatore Confintesa 118 Sicilia -. Tanto ancora v’è da fare per la sicurezza di tutto il personale sanitario che orbita nell’area dell’emergenza urgenza, sia dal punto di vista normativo che da quello gestionale, non staremo certamente a guardare, ma vigileremo su questo annoso ed irrisolto problema, portando le nostre proposte per la possibile soluzione nei tavoli ed alle autorità preposte”.

 L'aggressione avviene proprio all'indomani dello stop in Commissione Affari sociali della Camera per la proposta di legge sulle norme di maggior tutela dei camici bianchi impiegati nel 118 e nei Pronto Soccorso.

"Una pessima risposta della politica alla soluzione di un bisogno reale", commenta Carmelo Pullara, capogruppo Popolari ed Autonomisti all'Ars. "Le aggressioni ai medici e al personale sanitario – prosegue Pullara - sono una vera emergenza e la tutela contenuta nella proposta di Legge di un maggiore riconoscimento della figura del medico e degli infermieri del Pronto Soccorso, come pubblici ufficiali, dava la possibilità di agire d’ufficio contro le aggressioni, proteggendo gli operatori sanitari e procurando maggiore serenità negli ambienti di lavoro. Invece non sarà così. Non dimentichiamoci – conclude Pullara - che, negli ultimi anni, sono stati tremila i casi di aggressioni rilevati, solo un terzo dei quali denunciati. Una vergogna che la battuta di arresto della proposta di Legge manterrà inalterata, peggiorando le condizioni di lavoro e la tranquillità di chi dovrebbe lavorare, in contesti di emergenza, in tutta serenità”.

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