19 febbraio 2020

Walter, l'uomo che rinunciò al trapianto di rene per lasciare il suo posto a chi ne aveva più bisogno

La storia di un pastore, morto nel 2013 per aiutare il prossimo, è ora più attuale che mai e merita di essere ricordata. La prefettura di Verbania lo ha commemorato e ha consegnato alla sorella un attestato di benemerenza al valor civile concesso dal ministero dell’Interno.


Walter Bevilacqua era in lista per un trapianto di rene da tempo, ma vi ha rinunciato per lasciare il proprio posto a qualcuno che ne avesse più bisogno: “A chi ha figli e ha più diritto di vivere. Io sono solo, non ho famiglia”.

Walter è morto mentre si sottoponeva alla dialisi, il suo cuore ha ceduto e si è fermato per sempre, ma il suo ricordo, vivo nelle parole e nei gesti di chi lo ha conosciuto, ha commosso la comunità. Gli alpini di Varzo, penne nere come lui, si son caricati la bara sulle spalle e lo hanno condotto, insieme, verso il suo ultimo viaggio.

Aveva 68 anni e faceva il pastore. Solitario, un gran lavoratore, mai stanco nonostante gli acciacchi. Alle sue montagne e ai suoi animali Walter ci era così affezionato che non aveva mai preso un giorno di ferie.

Poi la decisione: al trapianto non si sarebbe sottoposto, ormai aveva vissuto la sua vita e pensava che un rene nuovo sarebbe servito di più a un padre di famiglia, a un ragazzo, insomma, a qualcuno la cui mancanza avrebbe distrutto altre vite.

Walter lo aveva detto solo a due persone, a un compagno di terapia dell’ospedale San Biagio di Domodossola, e al parroco della chiesa. Ed è stato proprio il parroco, don Fausto Frigerio, a raccontare della loro conversazione durante la celebrazione della messa.

Adesso Walter riposa in pace, consapevole di aver compiuto un ultimo gesto altruista e di aver vissuto la propria vita riempiendosi gli occhi dei panorami mozzafiato delle sue montagne, circondato dall’amore dei suoi animali.

Fonte: La Stampa

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