17 febbraio 2020

Coronavirus. Aodi (Amsi): “Grazie al SSN egiziano individuato e isolato il primo paziente contagiato in Africa”

Così l'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e L'Unione Medica Euro Mediterranea (UMEM), tramite il Fondatore Foad Aodi, stanno seguendo il primo paziente con Coronavirus in Egitto. La diagnosi è stata effettuata all'aeroporto tramite un primo esame dell'ispettorato e poi confermata dalle analisi di laboratorio.

Il paziente, un cittadino cinese 33enne, è stato subito isolato e ricoverato all'ospedale Najila nella Provincia di Matroha. L’uomo sta bene, in condizioni generali stabili ed è asintomatico. Inoltre, sono stati disinfettati tutti i luoghi e i percorsi che ha attraversato e messi in quarantena per 15 giorni tutti i membri del gruppo cinese che erano in contatto con il paziente risultato positivo al Coronavirus.

“Ringraziamo il Ministero della Salute egiziano per l'ottimo lavoro che sta svolgendo da settimane per prevenire e bloccare qualsiasi tipo di contagio controllando tutti quelli che tornano dalla Cina”, dichiara Foad Aodi che si appella poi all’Oms per “non lasciare i nostri Paesi da soli senza indicazioni precise, senza creare allarmismi sulla notizia del primo caso in Africa per paura di non affrontarlo in modo qualificato”.

Secondo i medici egiziani in contatto con Aodi, si sono verificati anche altri due casi sospetti: un uomo e una donna di origini cinesi che lavorano nel palazzo della direzione amministrativa di una catena importante di centri commerciali.

La donna si è sentita male ed è stata trasportata in ospedale per accertamenti.

Foad Aodi si rivolge poi al Leader e Presidente cinese Xi: “Chieda scusa al mondo per aver denunciato in ritardo l’epidemia di Coronavirus”.

Lo sapeva già dal 7 gennaio ‒ continua Aodi ‒. Si tratta di un caso di gravissima negligenza studiata a tavolino per motivi geopolitici, economici e turistici”.

Aodi sostiene che alcune notizie vengano censurate per fini politici, come nel caso della morte del primo medico cinese che ha lanciato l'allarme, e per il quale è stata richiesta un’indagine internazionale, la morte di numerosi medici cinesi avvenuta nelle ultime settimane e il numero esatto di morti e contagiati in Cina che, come riferito dai medici cinesi e stranieri locali che hanno paura di parlare pubblicamente, sono il triplo rispetto ai numeri dichiarati dalle autorità cinesi.

Comunicato stampa Amsi


Redazione


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