13 febbraio 2020

Psicosi da Coronavirus. Amsi alla comunità cinese: "Non siete soli"

Solidarietà ai medici e ai cittadini cinesi in Italia divenuti vittime di pregiudizi e aggressioni dovuti alla psicosi da Coronavirus. A esprimerla oggi è l'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), insieme all'Unione Medica Euro Mediterranea (UMEM) e al movimento internazionale Uniti per Unire (UXU).

L'ultimo caso riguarda una coppia di cinesi che è stata aggredita a Torino, nel quartiere di Borgo Vittoria. Le due vittime, che lavorano in un supermercato come addetti al banco del sushi, sono state seguite da un gruppo di giovani al termine di un turno di lavoro, finendo per essere barbaramente picchiate.

"Non sieti soli e avete il nostro appoggio - ha detto il fondatore dell'Amsi, il Dott. Foad Aodi - ma bisogna che vi apriate e collaboriate di più con istituzioni e comunità straniere per l'interesse comune".

Aodi lancia anche un appello all'OMS e ONU affinché i medici e le strutture sanitarie private cinesi ricevano il giusto supporto. Tali strutture necessitano infatti di personale medico, medicinali e mascherine. L'assistenza ai pazienti contagiati da Coronavirus non deve inoltre compromettere i servizi sanitari destinati a tutti i malati che non ne sono affetti, ma che lottano contro patologie croniche anche gravi. 

 

 

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