20 febbraio 2020

Il paziente vota il ricovero in ospedale, il sistema sperimentato in Toscana sbarca anche in Umbria

Un hospital-advisor che a colpi di algoritmi avverte in tempo reale i manager che dirigono la Sanità – dalla Regione giù fino ai manager delle Asl o al capo reparto del singolo ospedale – cosa pensano i pazienti  dei servizi ricevuti durante il ricovero. Una analisi che passa dal percorso di cure fino al coinvolgimento nelle scelte terapeutiche, fino al grado di silenzio e pulizia trovato nei reparti.

Il progetto si chiama Prems – patient reported experince measures – ed è stato elaborato e messo appunto dal laboratorio management e Sanità della scuola Sant’Anna di Pisa, eccellenza in Italia e non solo nella misurazione delle performances della Sanità. Il Prems è già stato messo alla prova in Veneto, in trentasei strutture sanitarie e presto arriverà anche in Umbria. Lo scopo di questo hospital-advisor è quello di raccogliere le testimonianze dei pazienti e farne tesoro, soprattutto per migliorare i servizi delle strutture ospedaliere, oltre a valorizzare il personale sanitario che ogni giorno si impegna per erogare servizi all’utenza.

L’algoritmo dell’applicazione è semplice: il paziente viene contattato tramite sms o e-mail, successivamente è sottoposto a un veloce questionario (sia su tablet, pc o smartphone) e in questo modo fornirà le informazioni utili a manager e medici: come è andato il ricovero ospedaliero, cosa è mancato, cosa si può fare meglio – alcune delle domande del questionario -. Insomma, medici, infermieri e dirigenti in questo modo conoscono i feedback dei pazienti post-dimissione.

Nel 2019 il sistema Prems in Toscana ha contattato oltre 50.000 pazienti che erano stati ricoverati in una delle trentasei strutture sanitarie sottposte al test: il 40% dei questionari è stato ritenuto attendibile, e analizzando le risposte, finora i manager hanno appreso che, il 90% dei feedback è stato positivo: i pazienti hanno ritenuto le strutture e il personale altamente qualificato. Mentre il 10% di risposte negative, secondo l’analisi dell’Istituto Sant’Anna, deriva da una scarsa pulizia dei reparti, la poca chiarezza delle informazioni da parte dei medici e dal trambusto proveniente dalle varie corsie ospedaliere.

Dunque, questa applicazione – già realtà affermata in Toscana – potrebbe letteralmente far progredire centinaia di strutture ospedaliere dove spesso, l’opinione dei pazienti viene letteralmente ignorata.

 

 

  

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