08 febbraio 2020

Coronavirus. Epidemia di fake news: come fermare psicosi e razzismo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in riferimento al coronavirus cinese nel suo report del 2 febbraio parla di “infodemia”, ovvero una sovrabbondanza di informazioni ‒ tra cui compaiono anche molte fake news ‒ che rende difficile ai cittadini reperire fonti affidabili e indicazioni attendibili.

La mancanza di dati certi e la sempre più crescente diffusione di notizie false genera panico, psicosi e purtroppo, spesso, anche comportamenti violenti, razzisti e xenofobi che nulla hanno a che vedere con quanto sta realmente accadendo in questo momento di emergenza mondiale.

L’Oms ha annunciato di star lavorando per rintracciare le fake news più diffuse per poi rispondere sul proprio sito e sui propri canali social e ha già pubblicato un vademecum, rilanciato su Twitter, per sfatare i falsi miti:

1-    Cani e gatti

È degli ultimi giorni la notizia che in Cina i proprietari di animali domestici stanno uccidendo i propri cuccioli dopo aver frainteso una dichiarazione ufficiale di Li Lanjuan, esperta della Commissione sanitaria (Nhc), intervistata da Cctv: “Se gli animali domestici entrano in contatto con i pazienti sospettati di contagio, dovrebbero essere messi in quarantena”.

Poche parole sono bastate per dare il via a una strage di cani e gatti.

L’Oms precisa che non ci sono prove che gli animali da compagnia possano essere infettati dal coronavirus, tuttavia “è sempre una buona idea lavarsi le mani con acqua e sapone dopo il contatto con gli animali domestici, per proteggersi da vari batteri comuni come E. coli e Salmonella”.

2-    Anziani

Non sono solo le persone in avanti con l’età a rischiare il contagio, anche se chi è affetto da patologie pregresse come asma, diabete e malattie cardiache, corre un rischio maggiore nel contrarre virus. Il consiglio dell’Oms è quello di prendere in ogni caso precauzioni come lavarsi bene le mani, coprire le vie aeree quando si starnutisce e quando si tossisce.

3-    Cure, antibiotici e vaccini

No, non si tratta di un complotto di BigPharma e di un virus creato in laboratorio per far ottenere profitti a sei cifre alle aziende farmaceutiche produttrici di vaccini.

Il vaccino, infatti, non esiste ancora. Tuttavia, è stata diffusa una recente fake news su un possibile vaccino per il coronavirus cinese classificato come “Coronaviridae” e creato dal Pirbright Institute. In realtà il brevetto esiste, ma è relativo a un vaccino per la prevenzione delle malattie respiratorie in alcuni animali e non ha nulla a che vedere con il coronavirus.

Una cura non è ancora stata trovata, l’Oms comunica che ci stanno lavorando con la collaborazione di diversi partner e gli infetti, per il momento, ricevono farmaci volti ad attenuare e trattare i sintomi del virus.

Gli antibiotici, invece, non sono affatto efficaci né nella prevenzione, né nel trattamento del coronavirus. Il motivo è semplice: gli antibiotici sono stati creati per combattere e distruggere i batteri.

Per quanto riguarda i contagiati, si teme il rischio di una coinfezione batterica, per cui è possibile che gli vengano comunque somministrati antibiotici.

4-    Pacchi, lettere e merci dalla Cina

L’Oms rassicura: “Da precedenti analisi sappiamo che i coronavirus non sopravvivono a lungo su oggetti, come lettere o pacchi”.

Il tempo che questi oggetti impiegano a giungere dalla Cina fin da noi, in Italia, è assolutamente sufficiente per far sì che il virus muoia.

5-    Video, foto, audio whatsapp falsi

Non bisogna assolutamente fidarsi di questo tipo di contenuti multimediali che viaggiano forse più velocemente del virus, seminando panico.

Spesso le immagini sono decontestualizzate e risalgono ad anni fa. Un esempio lampante è quello del video di una ragazza che mangia un pipistrello dal titolo “Coronavirus ragazze mangiano e squarciano un pipistrello per sponsorizzare la cucina cinese. 2020”, che è in realtà un video del 2016 girato a Palau, un arcipelago nell'Oceano Pacifico occidentale, non in Cina.

O ancora l’audio whatsapp inoltrato a migliaia di persone in cui un ragazzo dichiara di trovarsi proprio a Wuhan e racconta di una città fantasma controllata dall’esercito cinese che ha l’ordine di sparare a chiunque oltrepassi il confine.

In realtà, l’autore di questo audio è stato rintracciato e ha dichiarato di aver prodotto il messaggio vocale in una chat di gruppo con alcuni amici in cui tutti stavano “inventando” storie come in una sorta di esercizio teatrale. Il ragazzo, che non sa come abbia fatto il suo messaggio a diffondersi così velocemente, ha chiarito una volta per tutte la natura della fake news.

6-    Non evitate ristoranti cinesi (o cittadini cinesi)

Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia al San Raffaele, ha spiegato che la trasmissione  del virus “avviene sempre per via respiratoria e mai attraverso il cibo, anche se crudo”.

Inoltre, in riferimento anche ai cartelli comparsi da qualche giorno sulle porte di bar e ristoranti romani in cui si vieta l’ingresso a chiunque abbia origini cinesi, Burioni aggiunge che “i due casi confermati in Italia sono infezioni di primo grado, cioè hanno contratto il virus in Cina. Per parlare di focolaio in Italia si dovrebbe registrare almeno un caso di infezione secondaria, e questo non è ancora avvenuto. Se anche questa eventualità si dovesse verificare, non è affatto sicuro che coinvolgerebbe altri cittadini cinesi”.

 

Come conseguenza di queste disinformazioni, sono aumentati gli episodi di razzismo ai danni di cittadini cinesi in Italia, primo fra tutti l’orribile caso degli studenti di origine cinese presi a sassate all’Università di Bologna.

Per reperire informazioni attendibili è consigliato consultare i siti dell’Oms, dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) o chiamare il numero verde attivato dal Ministero della Salute 1500.

Fonte: ANSA

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