04 febbraio 2020

Il virus spaventa ma non troppo: da Napoli a Roma la vita scorre tranquilla

Una giornata da pendolare oggi può fare paura. Il coronavirus spaventa, terrorizza e mette in allerta i viaggiatori, i turisti e i residenti dei luoghi più affollati. Anche l’Italia sta lentamente rientrando in un’ottica di “isolamento”, di restrizione. A dimostrarlo sono gli innumerevoli episodi legati alla chiusura mentale e sociale nei confronti dei cinesi e della Cina

Per intenderci, il ragionamento è questo: meglio stare alla larga da questa cultura, per ora.

Un’altra restrizione in questi giorni bollenti sotto il profilo dei contagi del coronavirus, viene imposta anche dal Governo che, come misura di prevenzione alla possibile diffusione dell’epidemia, ha bloccato il traffico aereo da e verso la Cina.

Insomma, uno scenario globale preoccupante, ma ad oggi in Italia il virus spaventa senza esagerare. In un affollato weekend in tour tra stazioni e metropolitane tra Roma e Napoli, si percepisce un clima di guardia ma non di terrore. È venerdì, sono le 11 e la stazione Napoli Centrale è affollata.

Centinaia di persone aspettano un treno, ci sono turisti spagnoli, francesi e anche cinesi. Con le mascherine però, sono solo quest’ultimi. Gli italiani sono meno preoccupati rispetto ai cinesi, che viaggiano solo se muniti di precauzioni.

A Roma, epicentro del turismo dello stivale, la situazione non cambia. Alle 13 la stazione di Termini cumula di gente, ma con le mascherine sono in pochi: “Non abbiamo paura, stanno esagerando con questo clima di terrore – spiega Gaia, studentessa 25enne di Foggia -. Vivo a Roma da due anni e sinceramente non temo l’infezione, certo mi lavo spesso le mani, ma non evito luoghi affollati e per ora non sento la necessità di indossare una mascherina”.

Alla domanda "Andresti a mangiare in un ristorante cinese?", la risposta è altrettanto rassicurante: “Io e i miei amici ci andiamo spesso, magari ora non è il caso, ma in futuro di sicuro – racconta la studentessa –, qui è cambiato poco dalla diffusione del virus a oggi, non bisogna allarmarsi troppo”.

Dunque, il virus in Italia spaventa ma non terrorizza. Anche nei principali siti turistici di Roma il clima è sostanzialmente rilassato. Al Colosseo studenti italiani e cinesi camminano vicini, nessuno indossa la mascherina: “Non abbiamo paura, la paura in certe situazioni è ignoranza – commenta la comitiva – qualche precauzione ci sta, ma girare con una mascherina qui a Roma è esagerato”.

Anche Maurizio, 28 anni di Napoli, impiegato all’Inps di Roma, teme il contagio, ma si muove con cautela: “Se sono in luoghi troppo affollati mi copro la bocca, ma per ora non è il momento di allarmarsi. Mi sento tranquillo nonostante i due casi accertati in Italia”.

Insomma, per ora l’epidemia in città come Roma e Napoli non terrorizza i residenti e i turisti che, nonostante tutto continuano a viaggiare e a godersi le bellezze della nostra terra. Tuttavia, i dati relativi ai contagi sono di giorno in giorno sempre più allarmanti, al punto che il nuovo virus cinese ha già ucciso più persone rispetto alla Sars. Inoltre, si sono registrati i primi decessi al di fuori della Cina.

A testimoniare questa situazione ci sono i tour operator e le compagnie di volo, pronte a dichiarare perdite cospicue soprattutto per quanto riguarda il blocco del traffico aereo. Invece, oggi è atterrato, poco dopo le 10 all'aeroporto militare di Pratica di Mare, l'aereo con a bordo i 56 italiani che hanno lasciato Wuhan a causa del coronavirus.

Dopo i controlli medici che saranno effettuati sul posto, i nostri connazionali saranno portati al campus olimpico della Cecchignola dove verranno sottoposti ad un periodo di quarantena per due settimane, il tempo massimo di incubazione del virus. Un connazionale con febbre è invece rimasto in osservazione a Wuhan.       

 

 

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