31 gennaio 2020

Favori in cambio di nuovi posti letto nella clinica privata: Schiavone si difende

L'inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere è scattata sulla clinica Pineta Grande e ha portato all'arresto del titolare Vincenzo Schiavone, che sarebbe riuscito a corrompere pubblici funzionari, anche della Regione, per ampliare i posti letto della clinica senza alcun tipo di permesso.

Infatti, sono finiti al vaglio dei pubblici ministeri, anche un funzionario della Regione Campania, l'ex direttore generale dell'Asl di Caserta Mario De Biasio, nonché l'ex sindaco di Castel Volturno (Caserta) Dimitri Russo con tutti i suoi ex assessori e consiglieri comunali, e il presidente di Aiop Campania (Associazione Italiana Ospedalità Privata) Sergio Crispino. Altre due misure sono state notificate al collaboratore di Schiavone, Domenico Romano, e al funzionario della Sovrintendenza Paesaggistica Giuseppe Schiavone (omonimo dell'imprenditore).

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno notificato l'informazione di garanzia emessa dalla Procura. Nel mirino degli inquirenti - sostituti procuratori Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano - oltre ai permessi a costruire dati alla clinica dal Comune di Castel Volturno, è finita anche una circolare emanata dalla Direzione Generale della Regione per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale, retta dall’ex dirigente Antonio Postiglione (indagato). 

Proprio quest’ultimo è un atto che avrebbe consentito a Schiavone di “risolvere” la questione dei posti letto ospedalieri, su cui, secondo la Procura, avrebbe prodotto atti non corrispondenti al vero, non presentando alcun piano preventivo, sebbene fosse richiesto dalla legge regionale. Con questo escamotage, i posti letto della clinica sarebbero dovuti passare, secondo gli inquirenti, da 150 a 574, ma violando le norme regionali.

Lucida, dettagliata, la replica del titolare di una delle più solide realtà del Mezzogiorno nel settore della sanità privata, l’imprenditore casertano – ribadendo la sua versione dei fatti - chiederà l’annullamento della misura cautelare ai domiciliari. Nell’istanza presentata dai legali di Schiavone, emerge che secondo l’imprenditore: “Non c’è nessun caso di corruzione. Non ho mai corrotto nessuno e non c’è stato alcun favore in termini di assunzioni presso la mia clinica”. Dunque, saranno le prossime indagini della magistratura a stabilire sé alla clinica Pineta Grande, si è veramente verificato un caso così grave di corruzione e illegalità.

 

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