30 gennaio 2020

Il coronavirus è un affare milionario, laboratori e aziende che lavorano al vaccino volano in borsa

Dietro la malattia c’è il business, o meglio c’è anche il business. La realizzazione di un antidoto al virus cinese che ha già ucciso circa 200 persone in Cina, nello Hubei, è un vero e proprio affare milionario che ha già spinto numerose società farmaceutiche alla corsa al vaccino. Nello specifico aziende e laboratori che hanno deciso di intraprendere la strada del vaccino, oggi, stanno letteralmente volando in borsa.    

I governi vogliono l’antidoto del nuovo coronavirus

La soluzione tampone consiste nell’isolare le persone nelle aree contagiate. Ma la vera soluzione alla minaccia del coronavirus  sta nel vaccino. Capi di Stato e ministeri della salute vogliono un antidoto alla svelta, in modo da poter finalmente isolare i contagi e mettere alla porta l’epidemia, che rischia – secondo gli esperti – addirittura di essere più disastrosa della Sars, virus diffusosi tra il 2002 e il 2003 in Cina, con oltre 700 vittime.

Dunque, ci sono diverse aziende al lavoro e, non a caso, nelle ultime sedute stanno sperimentando dei guadagni eccezionali in Borsa. La più vicina al vaccino sembra al momento Vir Biotechnologies, fino a poche ore fa una poco nota clinica specializzata nel settore immunologico basata a San Francisco. Da inizio anno le azioni della compagnia sono balzate del 97%, portando la capitalizzazione di mercato vicino ai 3 miliardi di dollari.

Il rialzo è diventato più corposo nelle ultime ore dopo che l’azienda ha annunciato che “sta lavorando per verificare rapidamente se degli anticorpi monoclonali (mAb) si legano e neutralizzano il 2019-nCoV, conosciuto come il coronavirus di Wuhan”.

In un comunicato la società ha reso noto che alcuni dei mAb sono in grado di aiutare a neutralizzare altri ceppi di coronavirus, portandola a credere che “potrebbero avere il potenziale per trattare e prevenire il coronavirus di Wuhan”.

La competizione delle aziende italiane

Anche l’Italia farà la sua parte per la realizzazione di un vaccino contro il coronavirus. "Non potrà essere quello classico basato sul virus inattivato: dovrà essere un vaccino di tipo genetico, basato sull'informazione contenuta nel materiale genetico del virus", ha detto Luigi Aurisicchio, amministratore delegato dell'azienda di biotecnologie Takis, di Roma, che sta lavorando al vaccino contro il nuovo coronavirus.

 

Fonte: Sole 24 Ore

 

 

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