29 gennaio 2020

Scampia ha il cuore grande, il piccolo affetto da autismo trova conforto al supermercato

Uno dei quartieri più difficili di Napoli ha mostrato il suo aspetto migliore, quello fatto di altruismo e amore, generosità e senso di appartenenza. Roberto è un bambino autistico che frequenta la scuola elementare del posto. È circondato dal calore della sua famiglia e dei suoi compagni di classe, che tra mille difficoltà gli riescono a dare man forte tutti i giorni, a farlo sorridere e gioire, ma non sono i soli.

La meravigliosa storia che arriva appunto da uno dei quartieri più difficili di Napoli - tristemente noto per la forte radicazione della camorra – riempie Napoli di speranza, perché c’è un luogo che per Roberto è diventato speciale: il supermercato.

Proprio al supermercato di quartiere, come ha raccontato la mamma del piccolo su facebook, avviene la “magia”: Roberto, nonostante il suo carattere fumantino, ha conquistato i dipendenti del discount che ogni giorno, con piccoli gesti, si prendono cura di lui. 

Chi mi conosce sa quanto è stato difficile per me gestire l'autismo di mio figlio. Grazie a questa patologia sono sempre stata lontano da tutti e da tutto. La mia vita l'ho trascorsa in auto, km e km di strada, perché questo era l'unico rimedio per tenere Roberto tranquillo. Da qualche anno frequento il supermercato MD a Scampia. Ho insegnato a Roby a prendere una busta di patatine così da poterle mangiare mentre io compro qualcosa – il racconto toccante -. Pian piano le cassiere hanno imparato a conoscere il mio bambino, chi ha avuto un morso, chi un pizzico e chi uno schiaffo. Non mi hanno mai messo in imbarazzo e hanno sempre compreso il suo comportamento”.

Una bella storia per una mamma alle prese con una patologia difficile, con cui deve convivere il suo piccolo, ma che sembra meno “brutta” grazie ai piccoli gesti quotidiani, come quelli che avvengono al supermercato di fiducia.

Ci vado quasi tutti i giorni, anche se non devo comprare nulla. Ci vado perché sono a mio agio, perché quelle ragazze hanno creato per me e per mio figlio un ambiente accogliente e familiare. C'è chi lo abbraccia forte forte a sé, chi lo bacia lasciando segni di rossetto ovunque e c'è chi lo chiama da lontano mentre sta facendo il conto a qualche cliente: “Robè, vieni a salutarmi, mi raccomando” – il racconto affidato ai social -. Inoltre, stasera mentre gironzolavo tra i reparti, le ragazze si sono presentate con una busta: 'Signora, abbiamo pensato di fare un regalo a Roberto'. Per un attimo sono rimasta senza parole, poi mi sono commossa e poi niente. Le ho abbracciate, ogni parola sarebbe stata superflua”.

 

Condividi su:



Articoli Correlati