24 gennaio 2020

Emilia, 33 anni, ha un tumore rarissimo: chiede aiuto sui social e ritrova la speranza

Emilia Lacerenza, 33enne di Barletta e mamma di due bambini, affetta da un tumore rarissimo, un carcinoma sarcomatoide metastatico triplo negativo, ha trovato aiuto attraverso i social e adesso ha una speranza di cura a Tel Aviv.

La diagnosi è arrivata nel 2018 e il caso di Emilia è davvero molto raro, tanto che per riuscire a capire come combatterlo ha dovuto viaggiare prima dalla Puglia a Roma e poi all’Istituto Scientifico Romagnolo di Meldola dove, forse per un caso del destino, ha incontrato Cinzia Conteduca, barlettana anche lei e ricercatrice pluripremiata di Harvard.

Ad Emilia sono stati proposti una serie di percorsi farmacologici e interventi, ma nessuno che potesse garantirle anche solo una possibilità di sopravvivenza e proprio per questo la 33enne ha deciso di affidare a un messaggio pubblicato sul proprio profilo Facebook la speranza di una cura.

Buongiorno... oggi mi rivolgo a tutto il mondo. Medici, ricercatori, istituti oncologici, associazioni di ricerca e quant'altro... ‒ scrive Emilia ‒. Chiunque possa aiutarmi (nel più breve tempo possibile) a curarmi, anche se fosse solo sperimentazione, si faccia avanti. Il mio è un ‘carcinoma sarcomatoide metaplastico triplo negativo con metastasi’. Se qualcuno avesse soluzioni per me, potrei inviare tutta la documentazione e spiegare tutti i particolari del caso. Autorizzo chiunque a girare questo messaggio ovunque e in qualsiasi lingua (anzi, se qualcuno volesse aiutarmi a tradurlo in inglese gliene sarei immensamente grata)”.

Il suo appello è rimbalzato di bacheca in bacheca, è stato tradotto in più lingue, condiviso prima centinaia e poi migliaia di volte. Un numero imprecisato di condivisioni, che solo sul profilo di Emilia sono più di 6000, ha permesso di raggiungere una donna italiana in cura presso un ospedale israeliano.

Un colpo di fortuna, un segno del destino o la conferma che i social possono davvero fungere da strumento per un fine superiore, per aiutare il prossimo e diffondere informazione e consapevolezza.

Sta di fatto che la donna a cui è arrivata la richiesta d’aiuto ha deciso di fare da tramite con lo Sheba Medical Center, il più grande ospedale israeliano.

Eccomi qua. Vi comunico che solo grazie a voi ho la possibilità di cominciare le prime visite mediche di valutazione all'estero. Tel Aviv, Israele. Si parte. ‒ annunciava ieri Emilia su Facebook ‒. Il ‘mostro’ corre veloce, ma io sono più veloce di lui. Non se ne parla di arrendersi! Vi aggiornerò nei prossimi giorni. Nel frattempo, sempre incredula della vostra sensibilità nei miei confronti, non ho altre parole se non "grazie, grazie, grazie, grazie, di cuore”.

E non è tutto. Perché sono stati in tantissimi a rispondere al suo appello e, se sarà possibile, Emilia viaggerà anche verso l’America dove è prevista una seconda valutazione della sua malattia.

“Prego affinché una delle due si riveli quella giusta. A presto. Siete straordinari”, conclude.

Fonte: la Repubblica

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