18 gennaio 2020

Libia. L'appello dell'Amsi: "Subito corridoi sanitari per i civili"

Nuovo appello dei Medici di origine straniera in Italia sulla difficile situazione in Libia, dove da 9 mesi infuria un conflitto sanguinoso. La conferenza di Berlino, chiede il fondatore dell'Amsi Foad Aodi all'Italia e alle diplomazie internazionali, "non sia una passeggiata 'di foto e di saluti'. Urgono invece soluzioni concrete per la stabilizzazione della Libia".

"Sia il Popolo Libico sia il Mondo Arabo – afferma Aodi - sono stanchi di assistere a conferenze che non producono nulla di concreto in favore del Popolo, della propria libertà, della propria democrazia ed anche per la stabilizzazione della Libia. Da mesi e da anni continuiamo a contare, purtroppo, tutti i giorni i morti. Noi rivolgiamo per la Libia una richiesta d'aiuto, una richiesta di corridoi sanitari, di assistenza sanitaria ma contemporaneamente non vediamo alcuna azione diplomatica concreta a favore del cessate il fuoco e del fermare le armi sul terreno".

"Il nostro appello e grido d'allarme è questo - dichiara il fondatore dell'Amsi - salviamo i bambini dal mercato nero, sia lavorativo, sia sessuale, sia dei trapianti di organi, senza contare gli aborti clandestini. E poi salviamo le donne dalle violenze sessuali che ricevono tutti i giorni, soprattutto nei centri di detenzione, i lager in Libia. Interrompiamo il mercato degli esseri umani, lo sfruttamento economico su tutto il tragitto dell'immigrazione irregolare, guidata da generali corrotti, i veri controllori del traffico di esseri umani. Per risolvere questo dramma, che colpisce anche l'Italia, urgono soluzioni diplomatiche: stabilizzazione della Libia, corridoi sanitari, coinvolgendo tutti i Paesi europei, compresa anche e soprattutto l'Italia che secondo noi deve avere un ruolo di primaria importanza per non essere scavalcata come stanno cercando di fare alcuni Paesi per interessi economici loro in Libia".

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