07 gennaio 2020

Aggressioni. SMI al Ministro Speranza: “Repressione e telecamere non bastano”

“Il Sindacato Medici Italiani è sempre più convinto che bisogna impegnarsi nella società per ristabilire un nuovo patto di rispetto reciproco tra utenza/pazienti, personale medico-sanitario e istituzioni”. Così Pina Onotri, Segretario Generale SMI (Sindacato Medici Italiani), in una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza, pone in rilievo la necessità di tutelare efficacemente la sicurezza degli operatori sanitari, dopo gli ultimi preoccupanti episodi di violenza.

“Le soluzioni che prospettano alcune dirigenze di Aziende Sanitarie Locali quali: la repressione, le denunce e le pene maggiorate, le telecamere – scrive Onotri – sicuramente potrebbero servire per questo fenomeno, ma resta il dubbio che non siano del tutto risolutive per arginare il malcontento, l'insoddisfazione, la domanda di salute di chi arriva nei nostri ospedali e negli studi medici”.

Secondo il Sindacato è necessario “un forte rilancio della medicina del territorio e la piena valorizzazione della medicina generale, nonché di quella ospedaliera, garantendo la capillarità dei servizi su tutto il territorio nazionale, implementando gli organici e assicurando stipendi ai medici italiani in media con quelli degli altri paesi europei”.  

“Auspichiamo – scrive ancora Onotri – una pronta approvazione del DDL per contrastare la violenza nei confronti dei medici e degli operatori sanitari, ancora fermo presso la Commissione Affari Sociali della Camera; il suo varo definitivo potrebbe rappresentare un significativo passo avanti. Il DDL istituisce l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie ed ha tra i compiti quello di proporre misure idonee alla cancellazione dei fattori di rischio negli ambienti medici e sanitari più esposti; inasprisce, inoltre, le pene per chi compie aggressioni a medici durante l'esercizio della professione. Misure di tutela che valutiamo positivamente”. 

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