19 dicembre 2019

Contratto dirigenza medica. CIMO: "Costretti a firmare"

“Fa molta rabbia essere costretti a firmare un contratto di lavoro atteso da oltre dieci anni con incrementi economici del tutto marginali ma, soprattutto, con una normativa che penalizza fortemente i medici che lavorano nel SSN pubblico”. Parole di Guido Quici, presidente della Federazione CIMO-FESMED, che annuncia così la firma del contratto per la dirigenza medica e sanitaria, che gli altri sindacati di area sanitaria avevano già sottoscritto lo scorso luglio.

“Abbiamo più volte denunciato come questo testo, proposto da Aran e Regioni, non faccia che peggiorare la tutela legale, l’orario di lavoro, la progressione di carriera unica per tutta la dirigenza senza fondi e senza regole certe, la perdita di alcuni diritti a favore dei portatori di handicap, e anche le prerogative sindacali, che vengono fortemente svilite e depotenziate”, spiega Quici in un comunicato diffuso oggi dal Sindacato.

“Nella notte dello scorso 24 luglio – ricorda il presidente – alla forzata e affrettata chiusura della trattativa sul contratto 2016-2018, CIMO, FESMED ed ANPO-ASCOTI-FIALS Medici non accettarono di firmare il pre accordo per dare un segnale importante; ma l’esclusione dai tavoli aziendali e regionali ci costringe oggi ad una firma 'tattica' e di valore tecnico, proprio per non essere esclusi dalla trattativa decentrata e per consentirci di vigilare affinché l’applicazione non sia  ulteriormente peggiorativa rispetto al nuovo testo e alle nuove condizioni”.

La sottoscrizione del nuovo contratto da parte di CIMO arriva dunque unicamente allo scopo di poter continuare a rappresentare e a difendere sul campo i diritti dei propri iscritti. Alla vigilia della firma in Aran, la Federazione ha ribadito comunque il suo pieno dissenso all'accordo raggiunto.

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