29 novembre 2019

Viaggio a Machu Picchu in sedia a rotelle: la storia di 3 amici per caso

Philip Stephens, australiano costretto su una sedia a rotelle, ha finalmente realizzato il suo sogno nel cassetto grazie all’aiuto di due amici: vedere Machu Picchu.

Philip è divenuto quadriplegico all’età di 18 anni per la rottura del collo in seguito a un tuffo, ma non si è mai arreso, nemmeno di fronte alle difficoltà di una vita non più autonoma. Poi un incontro fortuito, quello con il 29enne argentino Emiliano Bisson, ha risvegliato in lui la speranza di poter intraprendere un viaggio così lungo.

Bisson, noto con il nome di Choco, portava con sé il peso di una vita travagliata alla continua ricerca di un lavoro che potesse consentirgli di vivere un’esistenza dignitosa e al contempo coltivare la sua passione per i viaggi. Dopo aver percorso 65 mila chilometri attraversando 22 paesi svolgendo lavori saltuari, nel 2014 decise di raggiungere Sidney, in Australia.

È stato a Manly Beach che Choco ha incontrato Philip per la prima volta, grazie al caregiver Marcos Peluffo: “Philip mi salutò e mi invitò a sedermi su un tavolino in giardino. Lì abbiamo iniziato a incontrarci. Mi disse che le sue passioni erano il vino, i viaggi e le amicizie”, ha raccontato Choco a infobae.

Una chiacchiera tira l’altra e il sogno nel cassetto di Philip ben presto viene svelato, insieme all’amarezza dell’australiano dell’essere consapevole delle proprie condizioni di salute e dell’impossibilità di affrontare da solo questo viaggio.

A Choco non servì sapere altro e gli disse: “Ti ci porto io”.

Sono stati i sovvenzionamenti del governo australiano a rendere possibile la vacanza per Philip, che aveva lavorato come contabile per l’ANB, e per i suoi caregiver.

Dunque, dopo aver reclutato anche Marcos, i tre si imbarcarono alla volta del famoso sito archeologico inca. Non è stato un viaggio semplice, certo. Choco ha dovuto spingere la sedia a rotelle di Philip e poi trasportarlo in braccio per ore, nonostante il percorso da loro intrapreso fosse dotato di una passerella costruita proprio per i disabili.

Ma una volta arrivati sulla cima di Machu Picchu, di fronte allo splendido panorama, tutta la fatica e tutti i sacrifici dei tre amici sono magicamente svaniti.  

 

Fonte: infobae, account Instagram di Philip Stephens

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