18 novembre 2019

Il miracolo di Michael: si sveglia dopo 5 giorni di coma e sorride al papà

Michael ha solo 3 mesi di vita quando lo scorso 16 marzo i suoi genitori, Emma and Stuart Labuschagne, lo trovano agonizzante. Il suo cuoricino ha smesso di battere, ma la tempestività dei paramedici è provvidenziale: riescono a riportarlo in vita e a stabilizzare il battito con il defibrillatore e un’iniezione di adrenalina.

Poi la corsa in ospedale e la decisione dei medici di indurre un coma farmacologico per proteggere il suo cervello da ulteriori danni.

A quel punto arriva la terribile diagnosi: Michael è affetto da un raro tumore che può bloccare il flusso di sangue al suo cuore, un fibroma cardiaco grande 5 centimetri, dimensioni enormi paragonate al minuscolo cuore di un bambino di soli 3 mesi.

Passano cinque lunghi giorni e Michael finalmente si risveglia dal coma, guarda il suo papà e gli sorride, un momento magico immortalato dalla madre in una fotografia: “È un momento che porterò con me per sempre. A essere onesti, credo sia stato il momento più felice della mia vita. È un miracolo vivente e non siamo mai stati più fieri di lui”.

Ma la felicità dura poco. Emma, la mamma, racconta alla CNN che i medici hanno dato loro due possibilità: mettersi in lista per un trapianto di cuore o trovare un istituto specializzato nella rimozione di questo tipo di tumore perché lì in Inghilterra nessun chirurgo sarebbe stato in grado di salvare Michael.

L’attesa non è contemplabile per i genitori del piccolo che hanno creduto di perderlo già una volta e si decide dunque di cercare all’estero. È così che trovano il Boston Children’s Hospital, il cui programma sui tumori cardiaci vanta il 100% di sopravvivenza oltre i 10 anni.

Abbiamo cercato l’ospedale e, nello specifico, i cardiochirurghi, il dottor Pedro del Nido e il dottor Tal Geva hanno una reputazione eccezionale ‒ ha spiegato Emma ‒. Non appena li abbiamo trovati abbiamo capito che avremmo dovuto provarci e metterci in viaggio”.

Un viaggio dispendioso poiché il costo dell’operazione negli USA è di circa 116 mila sterline, senza pensare alle spese dei trasporti e della permanenza nel Massachusetts.

Quando abbiamo ricevuto una risposta da Boston che confermava l’accettazione di Michael come buon candidato per l’operazione abbiamo deciso che non ci importava di quale fosse il costo. Avremmo pagato qualsiasi cifra per salvare la vita di nostro figlio”, ha rivelato Emma.

Ma c’è bisogno di aiuto ed Emma e Stuart lo sanno. Decidono così di dare il via a una raccolta fondi su GoFoundMe e di creare la pagina Facebook “Michael’s Miracle” dove raccontano la storia del loro bambino e chiedono di aiutarlo ad affrontare questo percorso difficile che gli salverà la vita: “Abbiamo avuto auguri di pronta guarigione e donazioni da tutto il mondo! Siamo incredibilmente grati”.

Michael adesso è abbastanza stabile, con il pacemaker e il defibrillatore interno che supportano il suo cuoricino, ma le medicine provocano parecchi effetti collaterali come mal di stomaco, diarrea e sensibilità cutanea che gli impedisce di uscire al sole.

Adesso la speranza è quella di riuscire ad arrivare negli Stati Uniti per aprile. Nel frattempo, Michael si gode le coccole dei suoi genitori e dei suoi due fratellini.

Fonte: CNN

 

 

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