06 novembre 2019

Doppio trapianto genitori-figli tra Spagna e Italia

Doppio trapianto tra Spagna e Italia: una donna spagnola ha donato un organo a un paziente italiano e il figlio del paziente italiano lo ha donato al figlio della donna spagnola.

Potrebbe sembrare complicato a una prima lettura, ma il trapianto “crossover” rappresenta una nuova pietra miliare a 20 anni di distanza dall’introduzione della legge sui trapianti. La storia delle due famiglie di donatori e riceventi è stata raccontata da Massimo Cardillo, Direttore Generale del Centro nazionale trapianti, proprio ieri mattina all’inaugurazione a Roma degli Stati generali della Rete trapiantologica nazionale.

Un’organizzazione ineccepibile quella del Centro Nazionale Trapianti e del Centro regionale trapianti del Veneto che per la prima volta sono riusciti a portare a termine lo scambio degli organi in simultanea e utilizzando un volo di linea.

Il rene del donatore spagnolo ‒ ha spiegato Cardillo ‒ è arrivato all'aeroporto di Venezia a bordo di un velivolo della compagnia Vueling, che ha ospitato il contenitore isotermico nella cabina di pilotaggio: all'atterraggio gli operatori del 118 di Padova, coordinato dal dott. Andrea Spagna, hanno preso in consegna l'organo e hanno affidato all'equipaggio il rene del donatore italiano, che è decollato mezz'ora dopo alla volta di Barcellona”.

A permettere l’esecuzione degli interventi è stata  invece la South Alliance for Transplant (SAT), l’accordo che individua programmi comuni di cooperazione tra Italia, Spagna, Francia e Portogallo. Mentre le operazioni sono state effettuate al Centro trapianti di rene e pancreas dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Padova, diretto da Paolo Rigotti, e all’Unità di trapianto renale della Fondazione Puigvert dell’Università di Barcellona.

Una perfetta esecuzione e un veloce recupero post-operatorio tanto che sia riceventi che donatori sono già tornati a casa.

 

Fonte: ANSA

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