04 novembre 2019

Il bimbo è sordo: i compagni di classe imparano la lingua dei segni

Zejd è un bambino di 6 anni che vive a Sarajevo, dove nelle scuole si lotta da decenni per ottenere inclusività e la segregazione razziale è ancora molto forte, tanto da costringere i bambini a seguire tre piani di studi differenti a seconda della nazionalità (bosniaca, serba o croata), magari anche sotto lo stesso tetto, ma separati.

La storia del piccolo Zejd, tuttavia, lancia un forte messaggio di speranza e di uguaglianza e per questo merita di essere raccontata.

Lo scorso settembre Mirzana, la mamma, lo iscrive a scuola in una classe della prima elementare alla Osman Nakas, ma il piccolo ha qualche difficoltà in più rispetto ai suoi coetanei: è sordo dalla nascita.

Gli altri bambini non sanno come comunicare con lui e neppure la sua insegnante, Sanela Ljumanovic, conosce la lingua dei segni. Ma la donna non si arrende e decide di iscriversi a un corso per impararla pur di permettere a Zejd di integrarsi e ricevere il giusto livello di istruzione.

Da qui l’idea: perché non insegnarla a tutti i piccoli compagni di classe di Zejd? E così, una lezione dopo l’altra, tutti i bambini hanno imparato le basi della lingua dei segni e ne sono rimasti così entusiasti da aver portato le loro nuove conoscenze anche a casa dai genitori.

Tarik Sijaric, uno dei migliori amici di Zejd ha commentato: "Mi piace imparare il linguaggio dei segni, così posso parlare con lui e con altre persone sorde".

Mentre la sua maestra Sanela spera di poter introdurre il linguaggio dei segni come materia scolastica per sensibilizzare e rendere consapevoli i bambini delle disabilità: "Siamo tutti felici di imparare un nuovo modo di comunicare. L'obiettivo, comunque, è quello di insegnare a Zejd a leggere le labbra, è un bravo bambino, intelligente"

Zejd non vede l'ora di andare a scuola ogni mattina. Ora è felice e motivato”, ha concluso la madre, finalmente serena.

Fonte: Metro

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