15 ottobre 2019

Conflitto in Siria. L'allarme dei medici: "Urge un ospedale mobile"

"Basta operazioni militari, decisioni e invasioni unilaterali in un mondo ormai pieno di conflitti aperti, dimenticati e mai conclusi, ed avviare processi di pace e azioni diplomatiche costruttive". È l'appello dell'Associazione Medici di origine straniera in Italia (Amsi), secondo le parole del suo fondatore, il Dott. Foad Aodi, consigliere dell'Ordine dei Medici di Roma.

USA e UE hanno condannato l'aggressione turca nel nord della Siria e hanno annunciato pesanti sanzioni contro Erdogan. Al di là della tensione politica, a fare le spese di questo confitto sono però ancora una volta, drammaticamente, i civili inermi. 

"I medici locali siriani e curdi - ha detto Aodi - ci raccontano di una situazione molto grave ed esplosiva per l'alto numero dei sfollati e l'aumento dei morti per le strade e nelle case con rischio di epidemia, violenza contro le donne ed i bambini. Questi ultimi pagano sempre il prezzo più alto con conseguenze psicologiche permanenti da effetti di guerra disumana e senza pietà".

"Chiediamo all'Italia e all'Europa di fermare il massacro curdo e siriano  da parte della Turchia, non vendere più armi e aprire urgentemente un corridoio sanitario e umanitario per gli sfollati, recuperare i cadaveri per le strade e nelle case. Urge un ospedale mobile per curare i feriti , sfollati ,donne in gravidanza e malati cronici che sono più di 500 mila e più di 35 morti e migliaia di feriti della società civile".

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