13 settembre 2019

Londra. Iniziata udienza all'Alta Corte per decidere il destino di Tafida, 5 anni, in coma

Iniziata lunedì l’udienza dell’Alta Corte di Londra che dovrà occuparsi di decretare il destino di Tafida Raqeeb, 5 anni, ricoverata in coma al London Royal Hospital per un’emorragia cerebrale causata dalla rottura di un aneurisma lo scorso febbraio.

La piccola è tenuta in vita da un respiratore, ma i medici hanno espresso la volontà di interrompere le cure. La madre di Tafida, Shelina Begum, avvocato di 39 anni e il padre, Mohammed Raqeeb, perito edile di 45, hanno depositato un ricorso il 16 luglio all’Alta Corte di Londra dopo aver richiesto una seconda opinione agli esperti dell’Ospedale Gaslini di Genova e aver ottenuto la disponibilità di un ricovero della bambina in Italia.

"Apre gli occhi e muove gli arti" – ha dichiarato alla stampa inglese la mamma di Tafida – “Siamo in una situazione disperata e vogliamo solo salvare nostra figlia. Non è cerebralmente morta, ha mostrato segni di progresso, apre gli occhi e muove gli arti”.

I coniugi Raqeeb fanno appello anche alla fede islamica che vieta l’interruzione delle terapie se non nei casi di morte cerebrale, mentre i medici del London Royal Hospital credono che, vista la grave situazione clinica della bambina, “proseguire con cure invasive sarebbe ormai vano”.

L’eterno dibattito tra l’opposizione all’accanimento terapeutico e la volontà di lottare per i propri cari e non perdere la speranza, è balzata alle cronache anche con i casi di altri due bambini inglesi: i piccoli Charlie Guard e Alfie Evans che, tuttavia, non ce l’hanno fatta.

 

Fonte: ANSA

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